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sabato 14 marzo 2026  | aggiornato alle 05:28 | 117982 articoli pubblicati

Guerra in Iran, export agroalimentare a rischio: stimate perdite fino a 2 miliardi

Secondo Coldiretti, l’eventuale blocco del Canale di Suez e l’allungamento delle rotte commerciali potrebbero far perdere fino a 2 miliardi di euro di valore, con effetti particolarmente pesanti per i prodotti deperibili

 
10 marzo 2026 | 11:30

Guerra in Iran, export agroalimentare a rischio: stimate perdite fino a 2 miliardi

Secondo Coldiretti, l’eventuale blocco del Canale di Suez e l’allungamento delle rotte commerciali potrebbero far perdere fino a 2 miliardi di euro di valore, con effetti particolarmente pesanti per i prodotti deperibili

10 marzo 2026 | 11:30
 

Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e l’aumento dei costi energetici tornano a pesare sulla filiera dell’agroalimentare italiano. Secondo Coldiretti, il protrarsi dell’instabilità potrebbe avere conseguenze dirette sulle esportazioni nazionali, soprattutto per i prodotti freschi e deperibili che dipendono da tempi di trasporto rapidi e da rotte commerciali efficienti.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Guerra in Iran export agroalimentare a rischio: stimate perdite fino a 2 miliardi

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti

L’allarme è stato lanciato a Palermo dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini, intervenuto a margine dell’assemblea dell’organizzazione agricola. Il timore riguarda in particolare le ricadute logistiche legate alle tensioni internazionali e all’eventuale rallentamento dei traffici marittimi.

L’impatto sulle esportazioni italiane

«Laddove la situazione non dovesse ritornare a una forma di normalità, rischiamo di perdere circa 2 miliardi in termini di valore, a livello nazionale, per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto per i prodotti deperibili», ha spiegato Prandini.

Secondo Coldiretti, l’aumento dei costi di trasporto e le possibili difficoltà nelle rotte commerciali rischiano di compromettere l’equilibrio raggiunto negli ultimi anni dall’agroalimentare italiano sui mercati esteri. La crescita delle esportazioni, che ha rappresentato uno dei motori dell’economia agricola nazionale, potrebbe rallentare se le condizioni internazionali dovessero restare instabili.

Il ruolo strategico delle rotte commerciali

Tra gli elementi più delicati c’è la questione delle rotte marittime e del traffico nel Canale di Suez, infrastruttura chiave per il commercio tra Europa, Medio Oriente e Asia. «L’allungamento delle tratte, con la chiusura del Canale di Suez, provocherebbe comunque un rallentamento rispetto a un passaggio che è sempre stato fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il Medio Oriente e i Paesi asiatici», ha sottolineato il presidente di Coldiretti.

Montasio Cattel

Il canale rappresenta uno snodo centrale per le esportazioni agroalimentari italiane verso numerosi mercati internazionali. Eventuali deviazioni delle rotte comporterebbero tempi di consegna più lunghi e costi logistici più elevati, con ricadute particolarmente pesanti per i prodotti freschi.

Tempestività e interventi per sostenere la filiera

Per Coldiretti diventa quindi cruciale intervenire rapidamente con misure di sostegno e strategie logistiche capaci di limitare gli effetti delle tensioni internazionali sulla filiera agricola. «La tempestività e la velocità nel cercare di dare risposte diventano determinanti per mantenere una crescita economica che l’agroalimentare e l’agricoltura sono riusciti a garantire fino a oggi», ha concluso Prandini. In un contesto globale caratterizzato da crisi energetiche e instabilità geopolitica, la capacità di adattare rapidamente le strategie commerciali e logistiche diventa un fattore decisivo per difendere la competitività del Made in Italy sui mercati esteri.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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