TreValli Cooperlat, primaria cooperativa lattiero-casearia italiana con sede a Jesi, nelle Marche, denuncia criticità significative per le spedizioni destinate al Medio Oriente. Al momento venti container risultano bloccati, diretti verso Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar, mentre altre tratte risultano impraticabili o congestionate.

TreValli Cooperlat: merci ferme e rotte interrotte verso il Medio Oriente
«I mercati del Medio Oriente continuano a generare forte domanda per i prodotti made in Italy - spiega il presidente Massimo Stronati all'Ansa -. Per la nostra cooperativa l’export rappresenta circa il 30% del fatturato complessivo e l’attuale situazione sta generando un impatto significativo, con merci bloccate e costi extra che stiamo valutando».
La causa principale è la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha obbligato una nave diretta al porto di Hamad, in Qatar, a deviare verso un porto in India in attesa di nuove indicazioni operative. Alcuni container potrebbero essere dirottati verso Jeddah, con trasporto successivo via terra verso Qatar ed Emirati.
Non mancano difficoltà anche a Cipro, dove parte delle spedizioni è ferma a lungo nei porti. L’assenza di compagnie di navigazione disponibili a nuove prenotazioni ha fatto crescere i costi di carburante, elettricità e transito in aree a rischio, complicando anche l’ottenimento di coperture assicurative.
«Oltre all’impatto economico, occorre gestire la giacenza di prodotti deperibili, con conseguenze dirette sul servizio ai clienti e ai consumatori», sottolinea TreValli Cooperlat. La cooperativa, che raggruppa nove cooperative agricole operative in sei Regioni italiane e produce nei siti di Amandola, Colli al Metauro e Jesi, sta lavorando a fianco dei partner logistici per individuare soluzioni rapide e sostenibili.