Aice Confcommercio accoglie positivamente l’annuncio del ministro degli Esteri Antonio Tajani relativo alla preparazione di un pacchetto di misure a sostegno delle imprese italiane che esportano nei Paesi coinvolti, direttamente o indirettamente, dalla crisi nell’area mediorientale. L’associazione invita però il Governo ad accelerare i tempi, perché le aziende iniziano già a registrare le prime conseguenze operative del conflitto.

Aice Confcommercio: servono misure rapide per sostenere l’export verso il Medio Oriente
Secondo l’organizzazione che rappresenta gli importatori ed esportatori italiani, molte imprese segnalano difficoltà crescenti legate alla logistica e alla gestione dei rapporti commerciali. «Le aziende stanno affrontando ritardi nelle consegne e la necessità di rinegoziare contratti di fornitura con i clienti dell’area», si legge nella nota diffusa dall’associazione. A queste criticità si aggiunge l’aumento immediato dei costi di trasporto: diverse compagnie marittime hanno già comunicato il dirottamento delle navi container su rotte alternative, con conseguenti rincari.
Un’area sempre più rilevante per il made in Italy
Il tema riguarda da vicino anche il comparto alimentare e della ristorazione italiana all’estero. Nel 2024 l’export italiano verso il Medio Oriente ha superato i 26 miliardi di euro, con Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita tra le principali destinazioni per le imprese associate ad Aice. Il trend di crescita è proseguito anche nel 2025, quando le vendite di Made in Italy nell’area hanno registrato un aumento del 7,2%. In un contesto internazionale segnato dall’introduzione di nuove misure protezionistiche in diversi mercati, i Paesi del Golfo continuano a rappresentare uno spazio di sviluppo per molte filiere italiane, compresa quella agroalimentare e dell’ospitalità.
Il ruolo strategico del Golfo per le esportazioni
Oltre alla domanda interna, l’area mediorientale ha assunto negli anni una funzione sempre più importante come piattaforma commerciale verso altri mercati asiatici. In particolare Dubai svolge un ruolo di hub logistico e distributivo grazie alle proprie infrastrutture portuali e ai collegamenti con numerosi Paesi dell’Asia. Proprio per questo Aice sottolinea la necessità di interventi tempestivi. In uno scenario già complesso per il commercio internazionale, eventuali interruzioni o rallentamenti nelle rotte e nei rapporti commerciali con l’area rischiano di incidere su un mercato che negli ultimi anni ha rappresentato uno dei principali sbocchi per le esportazioni italiane.