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Caffè e zucchero in calo sui mercati globali, mentre le fragole guidano la spesa di stagione

Calano i prezzi internazionali di caffè e zucchero per le attese di raccolti abbondanti, mentre nel lattiero-caseario europeo emergono i primi segnali di recupero. In Italia il ritorno del sole favorisce ortofrutta e pesca

 
06 marzo 2026 | 15:34

Caffè e zucchero in calo sui mercati globali, mentre le fragole guidano la spesa di stagione

Calano i prezzi internazionali di caffè e zucchero per le attese di raccolti abbondanti, mentre nel lattiero-caseario europeo emergono i primi segnali di recupero. In Italia il ritorno del sole favorisce ortofrutta e pesca

06 marzo 2026 | 15:34
 

I mercati internazionali delle materie prime alimentari attraversano una fase di assestamento dopo i picchi registrati negli ultimi mesi. Caffè, zucchero e prodotti lattiero-caseari mostrano dinamiche differenti, mentre sui mercati agricoli italiani il ritorno del bel tempo favorisce la disponibilità di ortofrutta e pesca. A delineare lo scenario è l’analisi di Areté, insieme agli aggiornamenti della Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati, che monitorano l’andamento delle principali commodity e dei prodotti freschi.

Caffè e zucchero in calo sui mercati globali, mentre le fragole guidano la spesa di stagione

Caffè e zucchero perdono quota sui mercati globali, fragole in calo

Caffè: prezzi in calo ma mercato ancora fragile

Dopo la corsa dei mesi precedenti, le quotazioni internazionali del caffè stanno registrando una fase di correzione. Tra gennaio e febbraio, sul mercato ICE, l’arabica ha perso circa il 17%, mentre la robusta ha segnato un calo del 14%, con una riduzione della distanza di prezzo tra le due varietà. Secondo Areté, la flessione è legata soprattutto alle prospettive di ripresa produttiva per la campagna 2026/27. In Brasile le prime stime indicano una crescita complessiva del raccolto del 17% rispetto alla stagione precedente, trainata principalmente dall’arabica. Anche l’Indonesia si prepara a una produzione abbondante, mentre il Vietnam sta accelerando le esportazioni grazie a una maggiore disponibilità di prodotto.

Nonostante il raffreddamento delle quotazioni, il mercato resta esposto a diversi fattori di incertezza. Gli stock certificati di arabica restano inferiori rispetto a un anno fa, mentre in Colombia produzione ed export risultano in calo. Anche dal Brasile le spedizioni restano contenute in attesa del nuovo raccolto. In questo contesto, tensioni geopolitiche e costi logistici continuano a influenzare il mercato, mantenendo un’elevata volatilità nel breve periodo.

Zucchero: surplus globale e prezzi in discesa

Anche il mercato dello zucchero conferma una fase ribassista. A febbraio i prezzi finanziari hanno registrato una flessione del 3,8% per lo zucchero grezzo e del 4% per quello bianco, con quotazioni oltre il 20% inferiori alla media delle ultime cinque campagne. Alla base di questa dinamica vi è il surplus produttivo globale della campagna 2025/26. In Brasile la produzione ha raggiunto 40,2 milioni di tonnellate, in aumento rispetto all’anno precedente e alla media quinquennale. Anche l’India ha rivisto al rialzo le stime produttive con un incremento del 12%, accompagnato dall’autorizzazione all’export di ulteriori volumi.

Sul fronte della domanda, possibili cambiamenti nelle politiche alimentari potrebbero incidere sui consumi. In Cina, ad esempio, l’ipotesi di una tassa sulle bevande zuccherate potrebbe ridurre la richiesta di zucchero nel medio periodo. Nel frattempo, il rialzo del petrolio e l’apprezzamento del real brasiliano stanno incentivando la produzione di etanolo, fattore che può influenzare indirettamente il mercato saccarifero. A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con il rischio di ripercussioni sui transiti energetici nello Stretto di Hormuz, nodo strategico per il commercio mondiale di petrolio.

Latte: primi segnali di recupero dopo il crollo dei prezzi

Nel comparto lattiero-caseario europeo si osservano timidi segnali di recupero dopo la fase deflattiva iniziata nell’estate del 2025. A febbraio, sulla piazza di Kempten, le quotazioni medie mensili hanno registrato incrementi per diverse commodity: +2,4% per il burro, +4,1% per il latte intero in polvere, +12,7% per lo scremato e +0,4% per l’Edamer. Nonostante il rimbalzo, i prezzi restano ancora significativamente inferiori rispetto ai livelli dell’estate 2025. Il latte intero spot tedesco quotato a Milano, ad esempio, pur registrando un recupero tra gennaio e febbraio, si mantiene oltre il 60% sotto i valori di luglio 2025.

Secondo Areté, la pressione sui prezzi deriva da un’offerta particolarmente sostenuta nell’Unione europea. Nel secondo semestre del 2025 le consegne di latte sono aumentate del 4,1% su base annua, sostenute da condizioni climatiche favorevoli e dal calo delle macellazioni. In prospettiva, per il 2026 si prevede una produzione europea sostanzialmente stabile, con un lieve calo dello 0,2%. Il recente miglioramento delle quotazioni è stato favorito anche dalla maggiore competitività dell’export europeo, sostenuta dall’indebolimento dell’euro e dalla riduzione dei dazi cinesi sui formaggi europei. Restano però elementi di incertezza legati ai costi energetici, tornati sotto pressione dopo le tensioni geopolitiche.

Ortofrutta e pesca: il ritorno del sole migliora l’offerta

Sul fronte dei prodotti freschi italiani, il ritorno del bel tempo sta favorendo un miglioramento delle produzioni di frutta, verdura e delle attività di pesca. La fotografia dei mercati arriva dalla Borsa della Spesa di Bmti e Italmercati, il servizio che orienta i consumatori nelle scelte di acquisto. Tra i prodotti stagionali compaiono le prime fragole, con il sole che ha migliorato pigmentazione e grado zuccherino. All’ingrosso i prezzi sono scesi del 17% in una settimana, segnale di una maggiore disponibilità di prodotto.

La stagione delle arance rosse siciliane, invece, si avvia a una chiusura anticipata a causa dei danni provocati dal maltempo. Le quotazioni variano in base alla pezzatura: i calibri più piccoli destinati alla spremuta restano tra 1 e 1,30 euro al chilo, mentre i frutti più grandi possono raggiungere 2,20 euro al chilo. Tra le alternative più convenienti si confermano i mandarini, in calo per via della domanda più debole. Stabili i limoni Primo Fiore, mentre le mele Golden e Fuji registrano un aumento delle quotazioni spinto dalle esportazioni europee. Nel comparto delle verdure, i cavolfiori restano tra i prodotti più economici, con prezzi inferiori all’euro al chilo. In calo anche i porri, mentre iniziano a comparire sui mercati gli agretti, prodotto tipico della primavera, con prezzi variabili a seconda delle aree di produzione.

Anche il comparto ittico mostra segnali di maggiore disponibilità. Seppie e totani stanno tornando vicino alle coste, consentendo alla piccola pesca un aumento delle catture. Le quotazioni risultano in calo di circa l’11,5% rispetto allo scorso anno, con prezzi medi compresi tra 11 e 15 euro al chilo. Per chi cerca alternative economiche, continua a mantenere quotazioni accessibili il pesce azzurro, come il suro, che si colloca intorno ai 3 euro al chilo.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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