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venerdì 10 aprile 2026  | aggiornato alle 17:26 | 118555 articoli pubblicati

Hormuz chiuso pesa sugli aerei. Scatta l’allarme: «Scorte per tre settimane in Ue»

Aci Europe avverte Bruxelles: forniture sotto pressione e scorte in calo, con il rischio concreto di carenze nelle prossime settimane mentre cresce la tensione sulle rotte energetiche globali.

 
10 aprile 2026 | 15:31

Hormuz chiuso pesa sugli aerei. Scatta l’allarme: «Scorte per tre settimane in Ue»

Aci Europe avverte Bruxelles: forniture sotto pressione e scorte in calo, con il rischio concreto di carenze nelle prossime settimane mentre cresce la tensione sulle rotte energetiche globali.

10 aprile 2026 | 15:31
 

Tre settimane. È questo l’orizzonte entro cui gli aeroporti europei potrebbero trovarsi a corto di carburante se il traffico nello Stretto di Hormuz, chiuso per la guerra in Iran, non tornerà stabile. E questo nonostante, proprio nelle scorse ore, Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti, abbia invitato alla prudenzaparlando di una situazione ancora «lontana da un’emergenza».

Aerei scatta l'allarme: tre settimane

Carburante aerei, effetto Hormuz: «Tre settimane di autonomia negli aeroporti Ue»

A lanciare l’allarme Aci Europe, l’associazione che rappresenta gli aeroporti dell’Ue, in una lettera inviata al commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas e visionata dal Financial Times. Il rischio indicato è quello di una carenzasistemicadi jet fuel, con scorte in progressivo esaurimento e forniture sotto pressione a causa delle attività militari nell’area.

Nella lettera si parla esplicitamente di “crescenti preoccupazioni” sulla disponibilità di carburante e della necessità di un monitoraggio costante, accompagnato da un intervento preventivo da parte delle istituzioni europee. Il punto centrale riguarda le tempistiche: senza una ripresa significativa e stabile del transito entro tre settimane, la carenza rischia di diventare strutturale. A rendere il quadro più delicato è anche il calendario. L’avvicinarsi della stagione estiva - quando il traffico aereo sostiene una parte rilevante dell’economia turistica europea - aumenta infatti la pressione sul sistema.

Al momento non si registrano ancora carenze diffuse negli aeroporti Ue, ma i segnali sono già evidenti: i prezzi del carburante sono raddoppiati e diverse compagnie aeree hanno iniziato a valutare possibili cancellazioni o riduzioni operative. In altre aree del mondo, come in Vietnam, il razionamento è già stato introdotto.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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