La Lombardia ha scelto il palcoscenico del Vinitaly per mettere in evidenza il proprio sistema enogastronomico, premiando tre figure simboliche della cucina e del vino regionale: il maestro pasticcere Iginio Massari, Bruna Gritti (moglie di Vittorio Cerea e figura storica del Gruppo Da Vittorio oggi guidato dai figli) e Maurizio Zanella (fondatore della cantina Ca' del Bosco). Un riconoscimento consegnato nel corso della seconda giornata della manifestazione, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, nell’ambito dell’iniziativa “Regione Lombardia protagonista della cucina italiana”.

Maurizio Zanella (a sinistra) e Iginio Massari (a destra) con Chicco Cerea alla premiazione al Vinitaly
Un riconoscimento al sistema Lombardia tra filiera e valore aggiunto
Le tre personalità premiate rappresentano, nelle intenzioni della Regione, la capacità di trasformare competenze, tradizione e impresa in un modello riconosciuto a livello internazionale. Un percorso che, secondo le istituzioni, contribuisce a rafforzare il posizionamento della Lombardia come territorio in cui produzione agricola, trasformazione e cultura gastronomica si integrano in un’unica filiera di valore. In apertura dell’evento, il ministro Lollobrigida ha sottolineato come la Lombardia sia «capace di valorizzare anche tutto ciò che non è industria in senso stretto, ma che si collega ai settori primari, creando valore aggiunto e riconoscimento economico del prodotto agricolo e trasformato».
Turismo e cultura, un binomio strategico per il vino
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha richiamato invece il legame tra promozione culturale e sviluppo turistico. «Cultura e turismo devono viaggiare insieme, perché il turismo può essere un volano per la cultura» ha spiegato, evidenziando come il mondo del vino sia composto da una rete diffusa di imprese familiari e territori che rappresentano un patrimonio vivo. «Si tratta di storie di famiglie e cantine che vanno valorizzate su tutti i fronti» ha aggiunto, sottolineando il ruolo dell’entusiasmo e della passione come elementi distintivi del settore.
Vinitaly come piattaforma internazionale del vino italiano
Nel corso dell’evento, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi ha definito Vinitaly una sorta di riferimento globale per il settore. «Il riconoscimento Unesco della cucina italiana è un risultato straordinario e ci permette di considerare questa manifestazione come una vera Olimpiade del vino e di ciò che il vino rappresenta» ha dichiarato.

La signora Bruna Gritti con il figlio Enrico Cerea premiata dall'assessore lombardo all'Agricoltura Alessandro Beduschi
Beduschi ha evidenziato come il lavoro della Lombardia si inserisca in una strategia più ampia di valorizzazione delle filiere. «Il sistema regionale ha saputo trasformare materie prime in prodotti iconici, rendendo la Lombardia una delle mete più attrattive per enoturismo ed enogastronomia» ha osservato, sottolineando la capacità del territorio di reggere la competizione globale attraverso identità e qualità.
Turismo esperienziale e identità del territorio
Sul fronte turistico, l’assessore Debora Massari ha richiamato il ruolo crescente dell’enogastronomia come leva di attrattività. «L’enogastronomia è il traino del turismo esperienziale» ha spiegato, illustrando le iniziative presenti nel Padiglione Lombardia, dove i visitatori possono interagire con consorzi, strade del vino e cantine. L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di costruire percorsi di visita più consapevoli e personalizzati. «Il turismo enogastronomico può diventare una leva strategica, ma serve rafforzare l’identità del territorio».
Cultura e vino, un’unica narrazione
Per l’assessore alla Cultura Francesca Caruso, la partecipazione del comparto culturale al Vinitaly segna un passaggio significativo. «Quando si parla di vino e cucina non si può prescindere dalla dimensione culturale» ha osservato, collegando il riconoscimento Unesco della cucina italiana alla dimensione identitaria delle produzioni. Un approccio che, nelle intenzioni della Regione, punta a integrare sempre più cultura, turismo e agricoltura in un unico racconto territoriale, dove il vino diventa elemento centrale di rappresentazione.