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Piano Ue sulle proteine: meno importazioni e più produzione in Europa

La Commissione Ue prepara per giugno un piano sulle proteine per ridurre dipendenze da importazioni, rafforzare produzione interna e diversificare le fonti, con focus su legumi, mangimi e resilienza agricola europea

 
15 aprile 2026 | 18:00

Piano Ue sulle proteine: meno importazioni e più produzione in Europa

La Commissione Ue prepara per giugno un piano sulle proteine per ridurre dipendenze da importazioni, rafforzare produzione interna e diversificare le fonti, con focus su legumi, mangimi e resilienza agricola europea

15 aprile 2026 | 18:00
 

La Commissione europea si prepara a presentare a giugno un nuovo piano dedicato alle proteine, un documento atteso che si inserisce nel più ampio riassetto delle politiche agricole e zootecniche dell’Unione. L’obiettivo dichiarato è quello di intervenire su un sistema che, secondo Bruxelles, presenta oggi uno squilibrio strutturale legato alla forte dipendenza dalle importazioni, in particolare di fonti proteiche vegetali utilizzate nei mangimi. Nel corso dell’evento “La Rinascita dei Legumi in Europa” ospitato al Parlamento europeo, il commissario all’Agricoltura Christophe Hansen ha delineato le linee guida del futuro intervento, che sarà presentato insieme alla Strategia per il bestiame. Un doppio binario che punta a ricomporre la filiera proteica europea tra produzione interna, approvvigionamenti e sostenibilità del comparto agricolo.

Piano Ue sulle proteine: meno importazioni e più produzione in Europa

Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen

Dipendenza dalle importazioni e vulnerabilità del sistema europeo

Al centro dell’analisi della Commissione c’è la questione della dipendenza dalle importazioni di proteine vegetali, in particolare soia e farine ad alto contenuto proteico destinate all’alimentazione animale. Un elemento che, nelle parole di Hansen, rappresenta una fragilità strutturale per il sistema agroalimentare europeo. Il commissario ha sottolineato come tale dipendenza si inserisca in un contesto internazionale instabile, dove le tensioni geopolitiche e le incertezze dei mercati possono incidere direttamente sulla disponibilità e sui prezzi delle materie prime. «Queste dipendenze creano una chiara vulnerabilità nel contesto delle incertezze geopolitiche che stiamo attraversando», ha osservato Hansen, richiamando la necessità di rafforzare la capacità produttiva interna.

Legumi e filiere locali al centro della strategia Ue

La risposta delineata dalla Commissione passa attraverso una maggiore diversificazione delle fonti proteiche e un rafforzamento delle produzioni europee, con particolare attenzione ai legumi e alla gestione dei pascoli. Si tratta di un approccio che mira a ridurre la pressione sulle importazioni, valorizzando al tempo stesso le filiere agricole già presenti nei diversi Stati membri. Secondo Hansen, il lavoro è già in corso attraverso strumenti della Politica agricola comune, con interventi a sostegno della produzione di proteine vegetali e dell’innovazione in agricoltura. L’idea è quella di costruire un sistema più equilibrato, capace di integrare produzione, sostenibilità e sicurezza degli approvvigionamenti.

La Pac post 2027 e il legame con la strategia zootecnica

Il nuovo piano sulle proteine sarà presentato in parallelo alla Strategia per il bestiame e troverà un ulteriore sviluppo nella futura Pac post 2027. Un passaggio che, nelle intenzioni della Commissione, dovrebbe rafforzare il sostegno al reddito degli agricoltori e incentivare la produzione interna di proteine. Hansen ha evidenziato come la transizione non possa essere immediata, ma debba poggiare su una revisione graduale degli strumenti di politica agricola, in grado di accompagnare il settore verso un maggiore equilibrio tra domanda e offerta interna. «La diversificazione delle proteine è cruciale per la resilienza e l’autonomia strategica dell’Ue», ha ribadito, sintetizzando la direzione del nuovo impianto strategico.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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