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venerdì 17 aprile 2026  | aggiornato alle 15:30 | 118683 articoli pubblicati

Cacao e olio d’oliva: mercati tra consumi deboli e prezzi instabili

Nel primo trimestre 2026 cacao in calo tra Europa e Usa e volatilità dei prezzi, Asia in crescita. L'olio di oliva è stabile grazie a stock elevati e dinamiche diverse tra Spagna e Italia. Mercati in equilibrio fragile

 
17 aprile 2026 | 13:09

Cacao e olio d’oliva: mercati tra consumi deboli e prezzi instabili

Nel primo trimestre 2026 cacao in calo tra Europa e Usa e volatilità dei prezzi, Asia in crescita. L'olio di oliva è stabile grazie a stock elevati e dinamiche diverse tra Spagna e Italia. Mercati in equilibrio fragile

17 aprile 2026 | 13:09
 

Nel primo trimestre del 2026 i mercati di cacao e olio di oliva mostrano traiettorie opposte ma accomunate da una stessa caratteristica: un equilibrio ancora fragile tra domanda, offerta e prezzi. Il cacao registra un rallentamento dei consumi in Europa (-8%) e Nord America (-3,8%), mentre l’Asia cresce del 5%, ma il bilancio globale resta debole con consumi attesi a +0,7% e produzione in aumento del 3%, sufficiente a generare un surplus di circa 222.000 tonnellate. L’olio di oliva, invece, si muove in una fase di apparente stabilità: la produzione spagnola è in calo del 10% rispetto alla campagna precedente, ma l’abbondanza di stock e i flussi commerciali mantengono i prezzi quasi invariati tra -1% e +1% in Europa.

Cacao e olio di oliva: mercati tra consumi deboli e prezzi instabili

Cacao e olio di oliva: domanda debole e mercati a equilibrio instabile

Cacao: domanda globale debole e produzione in aumento

Il primo trimestre del 2026 conferma un mercato del cacao caratterizzato da dinamiche divergenti tra le principali aree di consumo. In Europa, i dati della European cocoa association indicano un calo degli grindings dell’8% su base annua, nonostante un rimbalzo del +7% rispetto al quarto trimestre 2025. Il livello raggiunto rappresenta il minimo per il periodo dal 2011/12. Anche il Nord America segue una traiettoria simile. Secondo la National confectioners association, le macinazioni risultano in diminuzione del 3,8% su base annua, segnalando una domanda ancora debole nel segmento industriale del cioccolato. In controtendenza si muove invece l’Asia, dove la Cocoa association of Asia registra un incremento del 5% anno su anno e un +13% rispetto al trimestre precedente, con volumi ai massimi storici per il periodo. Un segnale che tuttavia non è sufficiente a compensare la debolezza delle altre aree. Nel complesso, considerando le tre macro-regioni, i grindings tra quarto trimestre e primo trimestre risultano in calo del 4,4% su base annua, sui minimi dal 2016/17.

Lo scenario delineato da Areté indica per la campagna 2025/26 una crescita dei consumi globali limitata allo 0,7%, nettamente inferiore alla media storica del +2%. Parallelamente, la produzione è attesa in aumento del 3%, con un conseguente ritorno del mercato in surplus per circa 222.000 tonnellate. Il miglioramento dell’offerta è legato soprattutto alle condizioni favorevoli in Africa occidentale, che hanno contribuito al recupero degli stock. Nonostante questo riequilibrio, i prezzi della fava di cacao sul mercato Ice Europe restano volatili. Dopo il calo sotto le 2.030 sterline per tonnellata a fine febbraio, pari a circa -77% rispetto ai picchi di gennaio 2025, le quotazioni hanno recuperato fino a segnare un incremento del 26%, con punte oltre le 2.600 sterline. Il movimento è stato guidato più da fattori finanziari che dai fondamentali, tra prese di profitto, incertezze macroeconomiche e timori sulla prossima campagna.

Olio d'oliva: prezzi stabili grazie agli stock e al ruolo della Tunisia

Sul fronte dell’olio di oliva, il quadro europeo appare più equilibrato. Nonostante un’accelerazione produttiva registrata in marzo in Spagna, i volumi complessivi risultano inferiori del 10% rispetto alla campagna precedente, secondo le elaborazioni Areté. La Commissione europea, nell’aggiornamento di marzo, ha rivisto le proprie stime indicando per la Spagna un calo più contenuto, pari al -3%, insieme a un incremento delle importazioni e dei consumi interni. Tuttavia, i dati del ministero spagnolo dell’Agricoltura mostrano un andamento meno coerente, con importazioni in calo del 5% tra ottobre e febbraio e esportazioni in aumento dell’8%. Nel complesso emerge un sistema orientato maggiormente all’export e meno al mercato interno, con effetti diretti sull’equilibrio della filiera.

Nonostante le tensioni tra dati produttivi e commerciali, il mercato comunitario dell’olio di oliva appare oggi ben rifornito. Il buon livello delle esportazioni spagnole e la disponibilità di prodotto tunisino contribuiscono a mantenere una certa stabilità dei prezzi. Tra marzo e la prima metà di aprile le quotazioni dell’olio evo hanno mostrato variazioni contenute, comprese tra -1% e +1% nelle principali piazze europee, incluse Grecia, Andalusia e Milano. In Italia la dinamica è stata leggermente più debole, con una flessione media dell’1,5%, legata soprattutto a livelli di stock elevati. A fine marzo le scorte nazionali risultavano in aumento del 43% rispetto all’anno precedente, con un +59% per il solo olio extravergine. Secondo gli operatori, la combinazione tra disponibilità abbondante e domanda stabile sta contribuendo a mantenere il mercato in una fase di relativa calma, in attesa dei prossimi sviluppi della campagna.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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