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venerdì 17 aprile 2026  | aggiornato alle 12:39 | 118677 articoli pubblicati

Italia regina europea delle crociere con un giro d’affari da 18,1 miliardi

Secondo l’ultimo studio Clia (sui dati 2024), la crocieristica in Italia sostiene circa 113mila posti di lavoro e genera 7,3 miliardi di euro di Pil. Al secondo posto della classifica europea la Spagna

 
17 aprile 2026 | 10:52

Italia regina europea delle crociere con un giro d’affari da 18,1 miliardi

Secondo l’ultimo studio Clia (sui dati 2024), la crocieristica in Italia sostiene circa 113mila posti di lavoro e genera 7,3 miliardi di euro di Pil. Al secondo posto della classifica europea la Spagna

17 aprile 2026 | 10:52
 

LItalia è la regina delle crociere in Europa e lo fa con numeri che raccontano il peso del comparto: 18,1 miliardi di euro di impatto economico complessivo nel 2024, pari al 28% dei 64,1 miliardi generati nel continente. È quanto emerge dall’ultimo studio diffuso da Clia, l’associazione internazionale delle compagnie crocieristiche, che certifica anche una crescita netta rispetto al 2023, quando il valore si fermava a 14,7 miliardi. Il distacco dagli altri Paesi è marcato, con la Spagna seconda a quota 8,6 miliardi. A questo si aggiungono 7,3 miliardi di contributo al Pil e 113mila posti di lavoro fra diretti e indiretti, con salari complessivi per 3,6 miliardi.

crociere

Crociere, Italia prima in Europa: giro d’affari da 18,1 miliardi di euro

E, ricordiamo, secondo le ultime stime di Cemar Agency Network, la crescita non sembra destinata a fermarsi, con un numero sempre più alto di navi attese nei porti italiani: quest’anno si prevedono 15,1 milioni di passeggeri, in aumento del 2% rispetto al 2025. Detto questo, ed entrando nel dettaglio dei numeri di Clia, il dato più rilevante riguarda proprio la capacità del sistema Italia di intercettare valore lungo tutta la filiera. Il comparto genera infatti 8,4 miliardi di output diretto, di cui 3,4 miliardi legati alla cantieristica navale, 2,9 miliardi agli acquisti delle compagnie, 1,7 miliardi alla spesa di passeggeri ed equipaggi nei territori e circa 400 milioni agli stipendi del personale residente. Numeri che trovano poi continuità nell’indotto, con 7,3 miliardi di impatto indiretto e altri 2,5 miliardi prodotti dai consumi dei lavoratori.

«L'Italia è l'unico mercato europeo dove tutti e quattro i canali di spesa - cantieristica, acquisti delle compagnie, spesa di passeggeri ed equipaggi, stipendi - generano impatti economici significativi e capillari. Questi numeri non riguardano solo le compagnie: riguardano le città, i porti, i lavoratori, le imprese locali - ha commentato Francesco Galietti, national director Clita Italia. La crocieristica genera valore lungo tutta la filiera, ben oltre la nave e il turista che scende in porto, ma che si radica nella lunga filiera di approvvigionamento, nell’indotto, nella cantieristica, nella spesa di compagnie ed equipaggi».

D’altra parte, proprio la distribuzione dell’impatto contribuisce a spiegare la centralità italiana nello scenario europeo. I benefici si diffondono lungo tutta la penisola, dai grandi hub portuali alle destinazioni minori, con effetti che si riflettono su occupazione, produzione industriale e servizi locali. E così, mentre la domanda di crociere continua a crescere e le compagnie rafforzano la propria presenza, il sistema Italia consolida una posizione che va oltre il primato turistico, trasformandosi in uno snodo industriale e occupazionale di primo piano nel Mediterraneo.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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