Ha ufficialmente preso forma il “Progetto Tunisia”, iniziativa promossa da Fipe-Confcommercio e Aigrim-Fipe per la formazione e l’inserimento in Italia di 60 lavoratori nel settore della ristorazione, in una fase particolarmente complessa per il mercato del lavoro (ricordiamo, infatti, che il 51% dei ristoranti fatica a reperire personale).

Ristorazione, nasce il “Progetto Tunisia”: 60 lavoratori formati per l’Italia
Come detto, il progetto pilota prevede l’arrivo in Italia di 60 operatori e operatrici già in possesso di diversi livelli di esperienza, che completeranno un percorso formativo di 200 ore prima dell’inserimento. La formazione partirà entro fine maggio con un modulo linguistico, per poi proseguire con quello specialistico a inizio giugno. L’arrivo in Italia è previsto nel corso dello stesso mese. Il punto di svolta è stato l’incontro istituzionale a porte chiuse tenutosi a Tunisi la sera del 20 aprile, durante il quale sono state definite le linee operative e formative del progetto.
Al tavolo erano presenti la delegazione italiana, il ministro del Lavoro tunisino Riadh Chaoued e i rappresentanti di Elis, con l’obiettivo di definire le linee operative e formative e rinnovare gli impegni per l’avvio del programma. Il confronto si è svolto nell’ambito della missione nel Paese nordafricano legata al “Tunisian-European Forum: training, employment, and mobility in the hospitality and restaurant sector” (20-22 aprile), promosso dall’International Labour Organization e dalla Commissione europea.

Riadh Chaoued, Aldo Cursano e Riccardo Orlandi
La delegazione - composta da Aldo Cursano, Riccardo Orlandi e Andrea Chiriatti - ha partecipato ai lavori con uno stand e interventi nei panel ufficiali, tra cui quello di Cursano sulla collaborazione tra pubblico e privato a sostegno dell’occupazione nel turismo. L’iniziativa, sostenuta da investimenti diretti degli enti associativi e delle imprese coinvolte, si propone come modello replicabile di cooperazione internazionale per ampliare i canali di attrattività del settore verso Paesi extra-Ue.

«Questo progetto - ha commentato Cursano, vicepresidente vicario di Fipe - dimostra che è possibile affrontare in modo serio e sistemico il tema della carenza di personale nella ristorazione, costruendo percorsi regolati, trasparenti e di qualità. La collaborazione con le istituzioni tunisine e con partner qualificati consente di investire sulle competenze prima ancora dell’ingresso in Italia, garantendo benefici sia alle imprese sia ai lavoratori. Se sapremo consolidare e replicare questo modello, potremo dotarci di uno strumento stabile di cooperazione internazionale capace di sostenere la competitività del nostro settore».