Il libro “I Vitigni del Piemonte” nasce dentro un percorso formativo - quello di “Radici, grappoli, identità e gloria”, promosso da Ais (Associazione italiana sommelier) Piemonte - ma riesce a staccarsene, diventando uno strumento autonomo, pensato per essere usato tanto nello studio quanto nel lavoro quotidiano.

La copertina del libro “I Vitigni del Piemonte”
Il volume evita la forma enciclopedica e punta su una selezione ragionata dei vitigni più rappresentativi, organizzata in vitigni a bacca nera e vitigni a bacca bianca. Cambia il colore, non cambia il metodo: ogni varietà viene affrontata attraverso l’identità aromatica, i tratti agronomici e il contesto storico-documentale. È qui che il libro trova il suo equilibrio migliore, tenendo insieme analisi e racconto senza cadere nel tecnicismo fine a sé stesso.
Gli autori - Roberto Marro, Matteo Monchiero, Maurizio Petrozziello e Stefano Raimondi - lavorano con una voce uniforme, segno di un progetto condiviso più che di una raccolta di contributi. La prefazione di Mauro Carosso chiarisce la direzione: mettere ordine in un patrimonio ampio e spesso disperso, restituendo coerenza a un sapere che in Piemonte è diffuso ma non sempre sistematizzato. Il taglio resta didattico, ma non scolastico. Le schede sono leggibili, ben organizzate, pensate per una consultazione rapida quanto per una lettura più approfondita.
A completare il quadro, due appendici che ampliano lo sguardo senza appesantire. La prima è dedicata ai vitigni minori coltivati in Piemonte: una sezione che intercetta il tema della biodiversità. La seconda introduce i principali vitigni internazionali presenti in regione, con cenni storici utili a capire come queste varietà si siano inserite nel contesto locale. Il libro è disponibile presso la sede Ais Piemonte, negli orari della segreteria, al costo di 25 euro.
Di Piera Genta