I principali mercati agroalimentari internazionali si muovono in una fase di riequilibrio non uniforme, con dinamiche che variano sensibilmente tra comparti. Secondo i dati diffusi da Areté nel segmento delle noci si profila una crescita produttiva globale, trainata soprattutto dalla Cina, in un contesto che potrebbe però portare a un lieve deficit tra offerta e consumi. Per lo zucchero, il quadro è condizionato da riduzioni attese in diverse aree chiave e da interventi regolatori che incidono sugli scambi internazionali. Più frammentata la situazione del latte, dove le diverse componenti della filiera mostrano andamenti opposti tra grassi, proteine e derivati in polvere.

Noci, zucchero e latte: i mercati agroalimentari tra crescita produttiva e nuove tensioni sui prezzi
Noci, produzione mondiale in aumento ma consumi più dinamici
Le prime indicazioni per la campagna 2026/27 delineano un mercato delle noci in progressiva espansione sul piano produttivo, ma con un equilibrio sempre più sottile tra offerta e domanda. Secondo le stime diffuse dall’International Nut and Dried Fruit Council (INC) in occasione della conferenza di Macao, la produzione mondiale dovrebbe attestarsi a circa 2,87 milioni di tonnellate, con un incremento del 2% rispetto alla campagna in corso. A sostenere la crescita sono soprattutto la Cina, attesa su livelli record, e una campagna statunitense definita di “scarica” ma superiore alle attese, mentre il Cile contribuisce con volumi in riduzione ma con una qualità del prodotto giudicata elevata. Per gli Stati Uniti la produzione 2026 è stimata in circa 669.500 tonnellate, in calo del 9% su base annua, ma ancora su livelli considerati solidi. In Cile il raccolto si fermerebbe a circa 165.000 tonnellate, con una flessione del 10% rispetto all’anno precedente, compensata da una qualità del gheriglio particolarmente apprezzata dai mercati europei e mediorientali. La Cina si conferma invece il principale motore del comparto, con una produzione prevista a 1,6 milioni di tonnellate, in crescita del 7%. L’espansione delle superfici nello Xinjiang e l’aumento degli investimenti nella lavorazione interna continuano a sostenere anche la capacità di export. Nel complesso, secondo le elaborazioni di Areté, a fronte di consumi attesi in crescita fino a 2,89 milioni di tonnellate, il mercato si collocherebbe in una fase di lieve deficit, segnando un possibile cambio di fase dopo diverse campagne caratterizzate da ampia disponibilità.
Zucchero, prezzi in rialzo tra calo dell’offerta e incertezze produttive
Nel comparto dello zucchero il mese di maggio ha segnato un rafforzamento delle quotazioni internazionali. I prezzi su The ICE hanno registrato un incremento medio del 5,2% per lo zucchero grezzo e del 3,4% per lo zucchero bianco rispetto ad aprile. Secondo Areté, il movimento rialzista è legato soprattutto alle aspettative di una minore disponibilità nelle principali aree esportatrici. In Brasile, il principale produttore mondiale, le stime per la campagna 2026/27 indicano un calo dell’1,6%, influenzato dal maggiore incentivo alla produzione di etanolo rispetto allo zucchero, sostenuto dai prezzi energetici. Le differenze tra le varie analisi restano ampie: mentre il USDA prevede una contrazione contenuta, altre valutazioni, come quelle di Safras & Mercado, indicano scenari più marcati, fino a un -7,4%. In Thailandia il calo stimato raggiunge il 15,6% a causa della riduzione delle superfici coltivate, mentre in India le prospettive restano incerte nonostante una previsione di crescita produttiva, condizionata dall’andamento dei monsoni e da politiche di restrizione all’export fino a settembre 2026. Nel complesso, la produzione globale 2026/27 potrebbe segnare un lieve arretramento dello 0,6%, con un riequilibrio solo parziale legato alla tenuta produttiva indiana.
Latte, prezzi divergenti tra grassi in calo e proteine in crescita
Più frammentato il quadro del mercato del latte in Europa, dove a maggio si osservano dinamiche divergenti tra le diverse componenti. Sulla piazza di riferimento di Kempten, i prezzi registrano una flessione dell’8% per il burro e del 2% per il latte in polvere intero (WMP), mentre risultano in crescita del 6% per la polvere di latte scremato (SMP), dell’1% per l’edamer e del 18% per la polvere di siero. Il confronto su base annua evidenzia tuttavia una dinamica più netta: i prodotti grassi restano su livelli significativamente inferiori rispetto al 2025, con il burro in calo del 47% e il WMP del 24%, mentre le componenti proteiche mostrano una maggiore tenuta, con SMP e siero in forte crescita. In questo contesto, il prezzo del latte spot intero tedesco rilevato a Milano segna un aumento del 5% tra aprile e maggio 2026, ma resta comunque in calo del 50% rispetto ai livelli registrati un anno prima, confermando una fase di forte volatilità lungo tutta la filiera.