Diffondere la conoscenza del tartufo, promuovere la cultura della cerca e cavatura e rafforzare il legame tra prodotto e territori di origine: sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa firmato a Roma tra il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) e l’Associazione nazionale Città del tartufo (Anct). L’accordo è stato sottoscritto nella Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti” da Teresa Nicolazzi, direttore generale del Masaf, e da Michele Boscagli, presidente dell’Anct, alla presenza del sottosegretario Masaf Patrizio Giacomo La Pietra e del questore della Camera Paolo Trancassini.

La firma del protocollo tra ministero dell‘Agricoltura e Città del tartufo per valorizzare territori e cultura della cerca
Dalla conoscenza del tartufo alla valorizzazione dei luoghi di produzione
Il protocollo prevede una collaborazione finalizzata a migliorare la conoscenza del tartufo ammesso al consumo e al commercio, insieme ai metodi tradizionali legati alla sua individuazione e raccolta. L’Associazione nazionale Città del tartufo si impegna a promuovere iniziative dedicate ai territori vocati alla produzione spontanea, favorendo attività di divulgazione, percorsi tematici, mostre mercato e manifestazioni dedicate al prodotto. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra il tartufo e le aree rurali in cui nasce, valorizzando un patrimonio che comprende paesaggio, competenze locali e tradizioni legate alla raccolta.
Il tartufo come elemento del turismo enogastronomico italiano
Per il Masaf, l’intesa rappresenta uno strumento per sostenere la valorizzazione del tartufo e dei suoi territori di origine, anche attraverso iniziative capaci di contrastare lo spopolamento delle zone rurali. «La valorizzazione del made in Italy agroalimentare è un’autentica priorità per il Masaf e per l’intero governo Meloni», ha dichiarato il sottosegretario La Pietra. «Con il protocollo sottoscritto insieme ad Anct puntiamo a mettere in campo azioni per valorizzare il tartufo e i luoghi di origine dello stesso». Il progetto si inserisce quindi in una strategia più ampia che lega produzioni agroalimentari, identità locali e turismo, con l’obiettivo di rendere più riconoscibili le aree italiane dove il tartufo rappresenta una risorsa economica e culturale.
Una collaborazione per tutelare il patrimonio del tartufo
«È un evento molto importante perché può far nascere una collaborazione fondamentale con un ministero così strategico», ha commentato il presidente Anct Michele Boscagli. «Ci auguriamo possa portare a una maggiore promozione, tutela e sviluppo del tartufo». Il protocollo punta così a creare una rete tra istituzioni e territori per sostenere una filiera che non riguarda soltanto il prodotto gastronomico, ma anche le conoscenze, le pratiche e gli ambienti naturali che ne permettono la crescita.