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giovedì 08 gennaio 2026  | aggiornato alle 22:20 | 116680 articoli pubblicati

Firenze torna al centro della mappa del gusto con Taste 2026

In programma dal 7 al 9 febbraio, l’edizione 2026 guarda all’enogastronomia come sistema culturale ed economico, mettendo in relazione prodotto, filiere, territori e mercato in un contesto di confronto reale

 
07 gennaio 2026 | 18:23

Firenze torna al centro della mappa del gusto con Taste 2026

In programma dal 7 al 9 febbraio, l’edizione 2026 guarda all’enogastronomia come sistema culturale ed economico, mettendo in relazione prodotto, filiere, territori e mercato in un contesto di confronto reale

07 gennaio 2026 | 18:23
 

Dal 7 al 9 febbraio, Firenze torna a parlare la lingua del cibo, quella che mette in relazione prodotto, cultura e mercato senza bisogno di alzare la voce. Taste 2026, il salone firmato Pitti Immagine, riparte dalla città e dalla Fortezza da Basso, portando avanti un’idea di enogastronomia fatta di contenuti, relazioni e visione, lontana dalla logica degli slogan.

Taste

Dal 7 al 9 febbraio, Firenze torna a parlare la lingua del cibo con Taste 2026

Il filo conduttore della nuova edizione è “True Food”. Un’espressione che Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ha utilizzato per descrivere ciò che i buyer cercano - e trovano - a Taste. Un cibo che racconta storie, persone e territori, che nasce da scelte precise e che riesce a dialogare con il mondo senza perdere il proprio accento. Più che un tema, una bussola che orienta l’intero progetto e che attraversa il salone, i talk, gli eventi e il calendario diffuso del Fuori di Taste, coinvolgendo il Padiglione delle Ghiaia e diversi luoghi della città.

Anche il percorso espositivo segue questa idea di racconto. Infatti, oltre 750 aziende daranno forma a una mappa aggiornata della produzione enogastronomica italiana e internazionale, con più di 100 realtà presenti per la prima volta grazie al lavoro di scouting del team Pitti Immagine. L’ingresso da Porta Santa Maria Novella apre a una narrazione che accompagna il visitatore dai prodotti salati al mondo del dolce, fino ai distillati, con un’attenzione particolare all’area Taste Spirits. Qui trovano spazio oltre 30 etichette fra gin, amari, vermut e liquori artigianali, segno di un comparto che continua a evolversi e a dialogare sempre di più con la ristorazione e il consumo consapevole.

Tra le novità più interessanti, il progetto dedicato ai vini eroici da terre estreme, un viaggio nella viticoltura che resiste e si reinventa in contesti complessi: pendii ripidi, microclimi difficili, vendemmie fuori stagione e affinamenti in ambienti non convenzionali. Accanto a questo, torna Taste Shop Online, con la possibilità per chi acquista il biglietto di usufruire di un codice sconto del 20% per comprare i prodotti delle aziende espositrici, e si rafforza Pitti Connect, la piattaforma digitale che accompagna l’esperienza in Fortezza prima, durante e dopo la manifestazione, facilitando l’incontro tra brand, operatori e pubblico.

Accanto al prodotto, resta centrale il pensiero. I Taste Ring curati da Davide Paolini e i Taste Talks saranno spazi di confronto su temi che attraversano oggi la cultura gastronomica, senza scorciatoie. Si parlerà di formazione e nuove generazioni conTrue Food for Future”, mettendo in dialogo scuole, studenti e giovani talenti premiati dal Grande Cucina Talent Prize. Si discuterà di “True Food/Fake Food” e di come orientarsi nel mare degli alimenti ultra-processati, della percezione del made in Italy nel mondo con “True Food Ambassadors” e dell’impatto del cambiamento climatico sulla filiera con “True Food for Change”. Il programma toccherà anche fermentazioni, fragranze nel piatto, trasparenza degli ingredienti e modi diversi di rileggere le radici gastronomiche attraverso tecniche e approcci contemporanei.

Taste 2026 si muove quindi su più livelli. Un salone che continua a interrogarsi su cosa significhi oggi fare - e raccontare - cibo, senza trasformarsi in vetrina autoreferenziale. Ed è probabilmente qui che sta la sua forza: nella capacità di restare un luogo di incontro reale, dove il gusto è il punto di partenza, non l’unico argomento.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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