Il modello Michelin scricchiola anche all'estero. Non solo in Italia dove Lido84 e Sedicesimo Secolo hanno chiuso nel 2026 andandosi ad aggiungere ad altri 13 locali stellati. In Germania, il percorso del ristoratne Marburger Esszimmer di Marburgo è stato tra i più veloci degli ultimi anni nel panorama dell’alta ristorazione tedesca. A soli tre mesi dall’apertura, il locale aveva ottenuto la Stella Michelin e la Stella Verde, riconoscimento dedicato ai progetti attenti alla sostenibilità ambientale. Poi lo stop, motivato non da problemi qualitativi ma da condizioni di mercato ritenute insufficienti.

Chiude già il Marburger Esszimmer, ristorante stellato tedesco
Un progetto costruito sulla biodiversità
Alla guida della cucina lo chef Denis Feix, affiancato dalla moglie Kathrin Feix, premiata come “Sommelier dell’anno”. Il cuore del progetto era la Green House, una serra interna alla tenuta di Dagobertshausen dove venivano coltivate oltre cinquanta varietà di erbe aromatiche e ortaggi poco diffusi. La proposta gastronomica puntava su una cucina vegetale di alto livello, con ingredienti raccolti poche ore prima del servizio.
Carne e pesce, provenienti da filiere naturali e selezionate, avevano un ruolo secondario rispetto al mondo vegetale. L’idea era quella di costruire un’esperienza coerente con i principi della sostenibilità, valorizzando stagionalità, biodiversità e filiera corta.
Il limite della domanda locale
La proprietà VILA VITA Marburg ha spiegato che il progetto avrebbe probabilmente trovato una collocazione più solida in grandi centri urbani. «In una metropoli questo concept sarebbe stato sostenibile; a Marburgo manca la massa critica di clientela per un’offerta così specifica», ha dichiarato Michael Hamann, membro del consiglio direttivo. La chiusura non mette in discussione il valore del lavoro svolto dal team, ma evidenzia una criticità strutturale: l’equilibrio economico del fine dining dipende in modo decisivo dal contesto territoriale e dal bacino di domanda disponibile.
Il futuro della struttura
Con la fine dell’esperienza del Marburger Esszimmer, la proprietà ha avviato una revisione del proprio portafoglio ristorativo, orientandosi verso formule considerate più in linea con le abitudini della clientela locale. Il caso riapre il dibattito sul rapporto tra alta cucina, sostenibilità e sostenibilità economica, soprattutto nei centri di dimensioni medio-piccole, dove la qualità riconosciuta dalle guide non sempre si traduce in continuità gestionale.