Un trionfo di forme e colori ha accolto i visitatori al banco, mentre in alto spicca un antico quadro della Madonna Addolorata, recentemente restaurato. La protagonista indiscussa è la sfogliatella, nata nel 1785, come recita lo slogan della pasticceria. La ricetta originale fu resa popolare da Pasquale Pintauro, che trasformò la ricetta della zia badessa di Santa Rosa, in Costiera, in un dolce iconico e amato.

Lo staff della pasticceria Pintauro 1875 dietro al rinnovato e ricchissimo bancone
La riapertura di Pintauro 1785 in via Toledo, dopo più di due anni di chiusura, segna un evento importante per la città. L’anteprima per la stampa e per addetti ai lavori ha evidenziato la cura dei dettagli e il valore storico del locale. «Un'ottima notizia per Napoli», commenta Teresa Armato, assessora alle attività produttive, presente al taglio del nastro.
Restauro e nuova gestione della pasticceria
I marmi del '700 sono stati riportati a nuova vita grazie a restauratori professionisti. «Sì, ci siamo rivolti a quelli che operano nelle chiese più belle di Napoli», spiega Francesco Bernardo, 47 anni, imprenditore con esperienza nel tessile e nel settore immobiliare, responsabile della nuova gestione insieme a Davide Piterà, pasticciere da generazioni con punti vendita a Chiaia e al Vomero.

Davide Piterà e Francesco Bernardo, i due soci che hanno rilevato la storica pasticceria
Tre mesi di lavori e investimenti hanno portato nuovi macchinari nel laboratorio di 150 metri quadri al piano interrato, mentre il punto vendita al piano terra, di 50 metri quadri, è dominato dal bancone. L’obiettivo principale di Bernardo è «ridare vita a un pezzo identitario di Napoli, preservandola dalla trasformazione che sta interessando la città».
Prezzi, storia e prestigio del marchio
I prezzi dei dolci sono livellati verso l’alto: per una sfogliatella non si scende sotto i 3 euro. Pintauro è molto più di un marchio: Matilde Serao ne decantò l’appeal nei "Mosconi" sul Mattino, mentre proverbi locali come "Tene folla Pintauro" testimoniano la fama della pasticceria nella memoria collettiva. La nota ufficiale la definisce un "presidio storico della memoria collettiva cittadina".
Il rilancio ha permesso di mantenere la presenza dei collaboratori storici, a cominciare da Peppe Tomei, storico banconista dagli anni '80. «Mi avevano proposto l'acquisto della semplice proprietà immobiliare, l'orgoglio mi ha spinto a ragionare su un'operazione di rilancio: rilevare ciò che restava del brand e la sua storicità», racconta Francesco Bernardo. Grazie a questa gestione, Pintauro 1785 si conferma come punto di riferimento per la sfogliatella autentica e la pasticceria storica napoletana.