Per decenni è stato uno dei luoghi più riconoscibili dell'ospitalità e degli eventi in Campania. Oggi, per il Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto dal grande pubblico come "Il Castello delle cerimonie", si apre una fase completamente diversa. Il Consiglio di Stato ha infatti confermato la linea già tracciata dal Tar Campania, respingendo la richiesta cautelare presentata dalla proprietà contro la revoca delle autorizzazioni disposta dal Comune di Sant'Antonio Abate. La decisione impedisce alla struttura di svolgere attività alberghiera e di ristorazione. Una conseguenza che, di fatto, blocca l'organizzazione di matrimoni, banchetti, ricevimenti ed eventi privati, attività che negli anni hanno reso celebre il complesso ben oltre i confini regionali.

Dal successo tv allo stop delle licenze: la parabola del Castello delle cerimonie
Dalla televisione a simbolo del wedding tourism
La Sonrisa era diventata un caso unico nel panorama turistico italiano. Grazie alla popolarità televisiva del programma "Il Castello delle cerimonie", la struttura aveva trasformato la propria notorietà in un potente richiamo per il turismo legato agli eventi e alle celebrazioni. Migliaia di persone hanno conosciuto il complesso attraverso la televisione, contribuendo a rafforzare l'immagine della Campania come destinazione per matrimoni e ricevimenti di grandi dimensioni. Negli anni la struttura è diventata un punto di riferimento per un segmento turistico che unisce ospitalità, ristorazione ed eventi.
La confisca e la revoca delle licenze
Le origini della vicenda risalgono alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione del febbraio 2024, che ha confermato la confisca urbanistica del complesso nell'ambito del procedimento per lottizzazione abusiva. Da quel momento il Comune di Sant'Antonio Abate ha assunto la disponibilità del bene e ha avviato una serie di provvedimenti amministrativi, tra cui la revoca delle licenze necessarie allo svolgimento delle attività ricettive e di somministrazione. I ricorsi presentati dalla proprietà non hanno modificato il quadro. L'ordinanza depositata dal Consiglio di Stato ha confermato l'efficacia della confisca e degli atti successivi, consolidando l'impossibilità per la struttura di proseguire l'attività nelle forme conosciute fino a oggi.
Gli eventi saranno trasferiti in altre strutture
La stagione dei matrimoni e dei ricevimenti è già iniziata e molte celebrazioni erano state programmate da tempo. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, gli eventi già confermati sarebbero destinati a essere trasferiti in altre location del territorio, così da limitare i disagi per clienti e fornitori. Al momento la famiglia Polese non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla decisione dei giudici amministrativi né sul futuro della struttura. Anche il sistema di prenotazione online dell'hotel non consente nuove disponibilità.
La vicenda non può ancora considerarsi completamente conclusa. Restano aperti alcuni passaggi giudiziari, tra cui l'udienza pubblica davanti al Consiglio di Stato prevista per novembre e il pronunciamento della Cassazione su ulteriori ricorsi collegati alla vicenda. Tuttavia, la decisione rappresenta un passaggio decisivo per una struttura che ha segnato la storia recente dell'ospitalità campana e del turismo degli eventi. Al di là degli sviluppi futuri, la chiusura delle attività segna la fine di un capitolo che per anni ha intrecciato televisione, wedding tourism e accoglienza.