A cosa servono i treni se non ci si può nemmeno spostare da una regione all'altra? Italo ha deciso di sospendere, a partire dal 10 novembre, la maggior parte dei servizi giornalieri del suo network, a causa della riduzione della domanda di oltre il 90% sul trasporto lunga percorrenza in tutta la Nazione. Tutta colpa dell'introduzione delle limitazioni riguardanti la mobilità.
L'azienda lo ha annunciato in una nota a seguito dell’emanazione del nuovo Dpcm che entra in vigore da domani 5 novembre. La situazione che si sta verificando per il trasporto Alta velocità è identica, viene sottolineato, a quella che c'era durante il lockdown di primavera, quando si registrò un crollo della domanda del 99% con gravi ripercussioni sull’intero settore.

Italo taglia la gran parte dei treni
Il presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva attaccato il governo dalle pagine del
Corriere della sera: «Il decreto rilancio prevedeva la creazione di un fondo di circa 1,2 miliardi a sostegno delle imprese di trasporti a mercato, cioè alta velocità e servizio merci, da distribuire in 15 anni. Il governo ha disatteso impegni presi, siamo a novembre e non è arrivato nulla. A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi». E così alla fine è stato.