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Il caro energia e materie prime fanno calare il lavoro nei campi

11 marzo 2022 | 10:58
 

Il caro energia e materie prime fanno calare il lavoro nei campi

11 marzo 2022 | 10:58
 

Dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al mercato del lavoro, nel quarto quadrimestre del 2021 emerge che quello agricolo è stato l'unico settore ad aver avuto un calo nelle ore lavorate. È un dato in controtendenza rispetto a quello che è emerso dall'analisi dell'Istituto italiano di statistica che ha rivelato un aumento generale degli occupati (+,04%), sebbene in prevalenza per i contratti a termine, rispetto al trimestre precedente. Invece, nel settore della produzione agroalimentare la situazione è in controtendenza e sta colpendo oltre al settore agricolo, anche quello della pesca.

Il caro energia e materie prime fa calare il lavoro nei campi

«Si tratta degli effetti dell’aumento dei costi di produzione, dall’energia ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame, che sono poi letteralmente esplosi nel 2022 con lo scoppio della guerra in Ucraina - ha spiegato Coldiretti - Gli agricoltori per le operazioni colturali sono costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre, l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi. Ma l’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi e il gasolio per le imbarcazione con oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante».

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