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Cavit, bilancio 2025: crescita organica a +3% sul pre-pandemia e nuovo focus sulle bollicine

Il Gruppo Cavit chiude l’esercizio 2024/2025 confermando solidità patrimoniale, completando il riassetto societario e rafforzando le strategie su export, spumantistica e innovazione agronomica

 
26 novembre 2025 | 17:43

Cavit, bilancio 2025: crescita organica a +3% sul pre-pandemia e nuovo focus sulle bollicine

Il Gruppo Cavit chiude l’esercizio 2024/2025 confermando solidità patrimoniale, completando il riassetto societario e rafforzando le strategie su export, spumantistica e innovazione agronomica

26 novembre 2025 | 17:43
 

L’Assemblea dei Soci del Gruppo Cavit ha approvato il bilancio dell’esercizio 2024/2025, chiuso al 31 maggio 2025 e comprendente la capogruppo Cavit Sc e le controllate Cesarini Sforza SpA (100%), GLV Srl (80%) e Kessler Sekt & Co KG (50,10%). L’annata è stata segnata da un contesto macroeconomico caratterizzato da incertezze geopolitiche, politiche commerciali più restrittive e un rallentamento dei consumi nei mercati chiave. Nonostante ciò, il Gruppo ha mantenuto solida la posizione finanziaria e completato operazioni strategiche rilevanti.

Da sinistra il presidente di Cavit Lorenzo Libera e il direttore generale Enrico Zanoni cavit

Da sinistra il presidente di Cavit Lorenzo Libera e il direttore generale Enrico Zanoni

Il completamento della dismissione di Casa Girelli

L’esercizio ha visto la chiusura definitiva delle attività di Casa Girelli SpA, società entrata nel Gruppo nel 2019 e specializzata nelle private label per l’export. Dopo la fusione per incorporazione, il processo si è concluso con la cessione del compendio industriale, salvaguardando l’occupazione e senza impatti sul patrimonio del Gruppo. Il riassetto permette ora a Cavit di liberarsi da attività a bassa marginalità e di concentrare le risorse sul core business.

Remunerazione dei Soci: continuità nonostante il mercato

La remunerazione ai Soci conferenti si conferma in linea con gli anni precedenti, risultato significativo in un mercato in evoluzione. «Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti in questo bilancio, che ha permesso al nostro Consorzio di generare un buon reddito e una remunerazione soddisfacente per i nostri Soci, nonostante le difficoltà strutturali del mercato globale», commenta Lorenzo Libera, presidente del Gruppo Cavit.

Libera sottolinea il valore della struttura cooperativa: «La coesione del nostro modello si conferma l’asset più prezioso: undici cantine cooperative e oltre 5.250 viticoltori. Il rafforzamento patrimoniale oltre i 123 milioni di euro dimostra la nostra capacità di costruire valore per le generazioni future».

Fatturato e patrimonio netto

Il fatturato consolidato si attesta a 242,8 milioni di euro. La variazione del –4,1% rispetto all’anno precedente è legata esclusivamente all’uscita di Casa Girelli dal perimetro. Il confronto con l’esercizio 2019/2020 evidenzia invece una crescita media annua del +3%, indice di uno sviluppo organico costante al netto delle operazioni straordinarie. Il patrimonio netto supera i 123 milioni di euro, confermando un percorso di rafforzamento della struttura finanziaria, elemento chiave per sostenere investimenti e resilienza futura.

Export al 75% e strategie commerciali

L’export rappresenta il 75% del fatturato del Gruppo. Cavit conferma la propria presenza sui principali mercati internazionali con politiche di diversificazione geografica. Cavit resta primo operatore italiano negli Stati Uniti, dove mantiene la leadership nel Pinot Grigio. La gestione dei dazi è stata affrontata con strategie flessibili e diversificate, coinvolgendo importatori e distributori. Germania e Olanda rimangono mercati strategici: segnali di recupero nella GDO tedesca e crescita moderata nei Paesi Bassi. Il Regno Unito registra performance positive nell’Horeca.

Corea del Sud e Giappone mostrano un crescente interesse per la spumantistica Trentodoc. In Cina, nonostante la contrazione dei consumi, sono state avviate collaborazioni con compagnie aeree nazionali.

Nel mercato interno, Cavit cresce nella GDO, trainata soprattutto da Mastri Vernacoli, mentre nel canale Horeca mantengono solidità le linee premium Trentini e Bottega Vinai. La spumantistica si conferma un pilastro in crescita, con risultati positivi per Altemasi, Cesarini Sforza e Kessler Sekt. Per Altemasi è previsto un importante investimento: l’ampliamento della cantina, con incremento della capacità produttiva e maggiore efficienza energetica e logistica. Il completamento è programmato per il biennio 2028-2029.

Innovazione, sostenibilità e futuro: i progetti in corso

Cavit continua a investire su innovazione agronomica e sostenibilità.

Tra le novità:

  • l’introduzione di Cum Vineis Sclavis Trentino Doc Schiava, vino orientato alle nuove tendenze di consumo;
  • lo sviluppo di linee low e zero alcohol per i mercati esteri;
  • l’utilizzo avanzato della piattaforma digitale PICA per la gestione agronomica;
  • i progetti con Fondazione Mach e Fondazione Bruno Kessler su IA, droni, monitoraggi climatici e biodiversità.

Il team agronomico supporta tutti i Soci lungo la filiera, in coerenza con il Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI).

Il 2024/2025 rappresenta per Cavit un anno di riallineamento strategico, con il completamento delle dismissioni non strategiche e un focus più netto sul core business e sugli investimenti a lungo termine. «Il bilancio appena approvato riflette la nostra capacità di generare un buon reddito anche in una situazione difficile», afferma Enrico Zanoni, direttore generale del Gruppo.

Zanoni guarda però al futuro: «Il calo generalizzato dei consumi sta causando pressioni significative sui margini. La nostra risposta deve essere orientata al lungo periodo: determinazione, coesione e scelte coraggiose saranno determinanti per trasformare le difficoltà in opportunità».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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