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Rete europea delle città del vino: è l’italiano Angelo Radica il nuovo presidente

Eletto a Cariñena durante l’evento “Città europea del vino”, guiderà una rete che riunisce oltre mille comuni vitivinicoli con l’obiettivo di rafforzare il peso politico dei territori nelle scelte dell’Ue

 
29 gennaio 2026 | 15:52

Rete europea delle città del vino: è l’italiano Angelo Radica il nuovo presidente

Eletto a Cariñena durante l’evento “Città europea del vino”, guiderà una rete che riunisce oltre mille comuni vitivinicoli con l’obiettivo di rafforzare il peso politico dei territori nelle scelte dell’Ue

29 gennaio 2026 | 15:52
 

Angelo Radica è il nuovo presidente di Recevin, la Rete europea delle città del vino. L’elezione è avvenuta a Cariñena, in Spagna, nel corso della cerimonia di chiusura dell’evento Città europea del vino”, alla presenza dei 16 consiglieri rappresentanti dei quattro Paesi aderenti (Spagna, Francia, Italia e Portogallo). Sindaco di Tollo (Ch) e già presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Radica assume la guida della rete in una fase che lui stesso definisce decisiva per rafforzarne il ruolo politico e istituzionale in Europa.

Angelo Radica

Angelo Radica eletto nuovo presidente della Rete europea delle città del vino

«È con grande onore, orgoglio e determinazione che assumo la carica di presidente - ha detto Radica. Credo sia un momento determinante per Recevin, in cui l’impegno di tutti rafforzerà la rete, rendendola un catalizzatore per lo sviluppo dei territori europei del vino». Parole che restituiscono il senso di una presidenza orientata non solo alla continuità, ma a una maggiore incisività nel rapporto con le istituzioni comunitarie, a partire da una collaborazione più stretta con Commissione europea, parlamentari e funzionari dell’Unione. Recevin, acronimo di Rete europea delle città del vino, ricordiamo, è nata nel 2000 e oggi riunisce oltre mille comuni vitivinicoli appartenenti alle associazioni nazionali di Spagna, Francia, Italia e Portogallo, mantenendo rapporti di cooperazione con più di dieci altri Paesi europei ed extraeuropei. È una rete che lavora sul fronte dell’enoturismo e dello sviluppo territoriale, promuovendo progetti comuni e costruendo un’interlocuzione stabile tra amministrazioni locali e livelli decisionali nazionali ed europei.

Nel tempo, questo lavoro si è tradotto in strumenti concreti: dalla Carta del turismo del vino europeo al Vademecum dell’enoturismo, fino alla Giornata europea del turismo del vino, al riconoscimento di Città europea del vino, al concorso enologico internazionale e ai programmi di stage annuali per giovani viticoltori europei. Un patrimonio di iniziative che Radica intende valorizzare e rilanciare nel prossimo biennio, puntando su una maggiore visibilità politica della rete. «Il mio impegno - ha concluso - sarà concentrato nella valorizzazione della ricchezza dei territori del vino e delle denominazioni di origine, nella rappresentazione delle problematiche che assillano i viticoltori europei, ma soprattutto sarà volto a rafforzare la nostra azione politica per rendere incisiva la nostra presenza nelle istituzioni europee: far sentire la voce dei territori del vino al Parlamento europeo, legare gli Stati allo sviluppo di un’Europa delle città e delle regioni e aumentare le sinergie con l’Arev e l’Oiv».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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