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giovedì 19 febbraio 2026  | aggiornato alle 07:14 | 117479 articoli pubblicati

Il Roma Whisky Festival torna protagonista al Salone delle Fontane

Due giorni, il 28 febbraio e 1 marzo 2026, per attraversare il whisky in tutte le sue forme: banchi d’assaggio, imbottigliamenti rari, masterclass, miscelazione, musica dal vivo e incursioni tra i brown spirits

 
10 febbraio 2026 | 11:13

Il Roma Whisky Festival torna protagonista al Salone delle Fontane

Due giorni, il 28 febbraio e 1 marzo 2026, per attraversare il whisky in tutte le sue forme: banchi d’assaggio, imbottigliamenti rari, masterclass, miscelazione, musica dal vivo e incursioni tra i brown spirits

10 febbraio 2026 | 11:13
 

E alla fine torna, puntuale come un vecchio amico che conosce bene tempi e rituali, il Roma Whisky Festival, che nel 2026 taglia il traguardo della 14esima edizione. L’appuntamento è fissato per sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo, ancora una volta nella cornice del Salone delle Fontane, luogo ormai familiare per chi frequenta questo mondo e sa che, qui, il whisky non è una moda passeggera ma una cultura che si rinnova ogni anno senza perdere identità.

Roma Whisky Festival

Sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo torna il Roma Whisky Festival

In due giornate dense, il festival riunisce appassionati, produttori, importatori, distributori e professionisti del bar, confermandosi come il principale evento italiano dedicato al “re” dei distillati. I banchi d’assaggio raccontano la varietà di un comparto che continua a evolversi: etichette accessibili per chi muove i primi passi e imbottigliamenti pensati per palati esperti, con un percorso che invita a fermarsi, ascoltare e assaggiare senza fretta. In questo equilibrio sta una delle chiavi del successo della manifestazione, capace di parlare a pubblici diversi senza mai perdere coerenza. Per chi cerca qualcosa di ancora più raro, torna anche l’area vintage, realizzata in collaborazione con Oro Room, uno spazio raccolto e molto curato dove sarà possibile degustare malti difficili da incontrare altrove. Sempre a Oro Room è affidata l’area miscelazione, ospitata nel locale di Viale Giotto 1/A, con una drink list pensata per valorizzare il distillato in chiave contemporanea, senza snaturarne il carattere. E proprio Oro Room sarà protagonista anche dell’unica guest night di questa edizione, domenica 1 marzo dalle 23.00, sponsorizzata da Brown Forman, occasione scelta per presentare “Ceralacca”, il nuovo locale firmato da Simone Onorati e Raimonda Basso Bondini.

Nel corso degli anni, il Roma Whisky Festival ha costruito una propria identità precisa, come sottolinea Andrea Fofi, fondatore e organizzatore della manifestazione: «Il Roma Whisky Festival è diventato negli anni il punto di riferimento per chi ama ed apprezza il mondo del whisky, accogliendo nella due giorni di manifestazione i grandi appassionati di questo magnifico distillato, mantenendo però sempre un occhio attento anche a chi si avvicina per la prima volta ad una degustazione». Una crescita che passa anche dalla capacità di rinnovarsi: «Una sfida a rinnovarsi di anno in anno, proponendo sempre nuovi spunti ed attività, come l’apertura della fiera agli altri Brown Spirits come Rum, Cognac, Armagnac e Brandy o il sempre maggiore spazio per le etichette vintage». L’edizione 2026 porta il whisky anche fuori dal bicchiere. Domenica 1 marzo, alle 17.00, il Salone delle Fontane ospiterà l’esibizione della Old No.7 B(r)and, progetto nato per celebrare l’eredità di Mr. Jack Daniel e della sua Silver Cornet Band. Una band vera, con un’anima rock, composta interamente da bartender e professionisti del settore: Livio Morena al basso, Ivano Gambacorta e Daniele Savo alle chitarre, Giuseppe Prosperi e Massimo Pollio alla batteria, Chiara Graziano alla voce. A tenere insieme musica e visione c’è Francesco Spenuso, advocacy manager di Jack Daniel’s, nel ruolo di manager della band. Un momento che aggiunge un ulteriore livello di racconto al festival, intrecciando suoni, bar e cultura del distillato.

Tra gli appuntamenti più attesi non manca l’imbottigliamento ufficiale del Roma Whisky Festival: un Ardmore 17 anni, 2008, Bourbon cask, non filtrato, espressione dello Speyside che punta su una maturazione lunga e su una struttura ricca, senza forzature, lasciando spazio al tempo e al legno. Come da tradizione, ampio spazio è riservato anche alla formazione, con un calendario di masterclass pensato per chi vuole approfondire davvero. Spiccano quella di Laphroaig, dal titolo “Tra mare e torba”, e quella di House of Suntory, “L’arte del whisky giapponese”, accanto a seminari dedicati agli imbottigliatori indipendenti e agli original bottling, terreno di caccia privilegiato per gli appassionati più curiosi. Accanto al whisky, il festival continua ad aprirsi ad altri mondi affini. L’area birra vede come partner il Morrison Pub, storica insegna di Prati e punto di riferimento per chi ama la spillatura fatta come si deve. Cresce anche l’attenzione per il cibo, con un’area food più articolata che include un ape car dedicato al pulled pork aromatizzato al whisky, affiancato dalla consueta proposta di crudi, ostriche e cioccolato, quest’ultimo curato da Fonderia & Design. A chiudere idealmente il cerchio, torna anche il premio “Whisky & Lode”, che eleggerà i migliori whisky presenti al salone attraverso una degustazione alla cieca affidata a una giuria di esperti. Quattro le categorie in gara: Best Scotch Whisky, Best Cask Strength, Best World Whisky e Best American Whiskey, un riconoscimento che nel tempo ha saputo conquistarsi credibilità tra addetti ai lavori e produttori.

I biglietti sono disponibili online sul sito ufficiale romawhiskyfestival.it.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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