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martedì 24 febbraio 2026  | aggiornato alle 17:54 | 117611 articoli pubblicati

Milano-cortina

Olimpiadi: da Wine Spectator la Medaglia d’Oro alla carta dei vini di Casa Italia

Per 17 giorni, 26 etichette hanno raccontato territori, denominazioni e identità produttive davanti a delegazioni e buyer internazionali, trasformando il calice in uno strumento di rappresentanza culturale

 
24 febbraio 2026 | 15:05

Olimpiadi: da Wine Spectator la Medaglia d’Oro alla carta dei vini di Casa Italia

Per 17 giorni, 26 etichette hanno raccontato territori, denominazioni e identità produttive davanti a delegazioni e buyer internazionali, trasformando il calice in uno strumento di rappresentanza culturale

24 febbraio 2026 | 15:05
 

Wine Spectator, la rivista americana tra le più influenti al mondo nel comparto vinicolo, ha assegnato la Medaglia d’Oro alla carta dei 26 vini protagonisti a Casa Italia a Milano, Cortina d’Ampezzo e Livigno per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che, ricordiamo, si sono chiuse lo scorso 22 febbraio.

Olimpiadi: da Wine Spectator la Medaglia d’Oro alla carta dei vini di Casa Italia

Da Wine Spectator la Medaglia d’Oro alla wine list di Casa Italia per le Olimpiadi

L’articolo, firmato da Rachel Shnker e intitolato “The Winter Olympic Village's Casa Italia is pouring a gold medal wine list”, ha definito la selezione «una vera celebrazione della viticoltura italiana». Un’espressione che restituisce il senso dell’operazione messa in campo durante i diciassette giorni dei Giochi: non una semplice lista di etichette, ma una scelta ragionata, costruita per raccontare il Paese attraverso i suoi territori.

La carta, curata per conto del Coni dal team di Lt Wine & Food Advisory, come detto, ha messo insieme 26 vini chiamati a rappresentare il mosaico della biodiversità italiana e i principali terroir della Penisola. Ogni bottiglia è stata pensata come ambasciatrice, con l’obiettivo di offrire agli ospiti internazionali una lettura ampia e coerente della produzione nazionale, tenendo insieme denominazioni storiche e identità territoriali ben riconoscibili.

«In queste occasioni - ha detto a Wine Spectator Luciano Buonfiglio, presidente del Coni - il vino celebrativo diventa un momento di diplomazia culturale, portando con sé il territorio da cui proviene, la storia dietro l'etichetta, il savoir faire italiano, in una parola, la sua unicità e autenticità». Parole che inquadrano bene il senso dell’iniziativa: Casa Italia non come semplice hospitality, ma come spazio in cui l’Italia si è presentata e si è lasciata conoscere anche attraverso il calice.

Insomma, a Giochi conclusi, il riconoscimento della rivista americana funziona come un sigillo su un’esperienza che ha accompagnato atleti, delegazioni e ospiti per oltre due settimaneE si unisce, ricordiamo, ai tanti apprezzamenti raccolti durante l’evento anche per il cibo servito, che ha contribuito a costruire un racconto coerente e super credibile della nostra cultura gastronomica.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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