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Edoardo Freddi

Vino, un 2025 in crescita per Veraison (con tre operazioni tra Sicilia, Langhe e Valtellina)

La holding guidata da Edoardo Freddi è cresciuta del 7% ed è entrata nel capitale di Cantine Alcesti a Marsala, ha completato la joint venture con Vallebelbo e ha assunto la gestione del marchio Conti Sertoli Salis

 
12 marzo 2026 | 14:44

Vino, un 2025 in crescita per Veraison (con tre operazioni tra Sicilia, Langhe e Valtellina)

La holding guidata da Edoardo Freddi è cresciuta del 7% ed è entrata nel capitale di Cantine Alcesti a Marsala, ha completato la joint venture con Vallebelbo e ha assunto la gestione del marchio Conti Sertoli Salis

12 marzo 2026 | 14:44
 

Il 2025 si è chiuso con il segno più per Veraison Group (la holding di partecipazioni in cantine e società di distribuzione a marchio proprio controllata da FreedL Group, il gruppo finanziario personale di Edoardo Freddi), che ha registrato una crescita del 7% e ha messo a terra tre operazioni che spiegano bene la direzione intrapresa negli ultimi mesi: l’ingresso nel capitale di Cantine Alcesti in Sicilia, il completamento della joint venture con Vallebelbo in Piemonte e la presa in gestione del marchio valtellinese Conti Sertoli Salis.

Veraison

Edoardo Freddi, ceo di Veraison Group

La prima operazione si è concretizzata il 28 novembre 2025 con l’ingresso nel capitale di Cantine Alcesti, realtà vitivinicola con sede a Marsala (Tp) e circa 50 ettari di vigneto distribuiti tra Marsala, Mazara e Salemi. I vigneti si trovano tra i 100 e i 280 metri sul livello del mare e sono dedicati in larga parte ai vitigni tipici della zona, dal grillo allo zibibbo, fino al nero d’Avola e al syrah. La cantina dispone di una struttura moderna di circa 8mila metri quadrati, con una capacità di lavorazione di 10mila ettolitri e una linea di imbottigliamento da 3.000 bottiglie l’ora. Numeri che hanno reso l’azienda una base operativa interessante per il progetto del gruppo, che ha immaginato Alcesti come una piattaforma per rafforzare la presenza dei vini siciliani nei mercati internazionali.

Parallelamente si è completata la joint venture con Vallebelbo, storica cooperativa piemontese che ha mantenuto la propria governance e il ruolo centrale dei soci viticoltori. La struttura cooperativa, quindi, è rimasta intatta, mentre l’accordo con Veraison ha introdotto un supporto sul piano strategico e commerciale, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sui mercati esteri. Vallebelbo lavora soprattutto sul Moscato d’Asti Docg, affiancato da altre denominazioni piemontesi come Barbera, Nebbiolo e Dolcetto. Con questa operazione sono entrati nel perimetro del gruppo oltre 300 ettari di vigneto, circa cento viticoltori e una produzione che oggi supera i 4 milioni di bottiglie all’anno. Il piano industriale guarda già al medio periodo: l’obiettivo è arrivare progressivamente a 7-8 milioni di bottiglie commercializzate, anche attraverso l’introduzione di nuovi formati e prodotti pensati per mercati diversi.

La terza operazione ha riguardato la Valtellina e uno dei marchi storici della zona. Veraison Group, attraverso Heroica Srl, ha infatti assunto la gestione del brand Conti Sertoli Salis, con l’intenzione di rilanciarlo soprattutto nei mercati internazionali a maggiore valore aggiunto. Qui il contesto produttivo è molto diverso rispetto a quello di altre zone viticole italiane. La Valtellina è una viticoltura di montagna, fatta di vigneti terrazzati, lavorazioni manuali e pendii che rendono ogni operazione più complessa. Proprio questa dimensione, però, negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare il valore identitario dei suoi vini, sempre più ricercati dagli appassionati e dagli importatori.

Montasio Cattel

Le tre operazioni hanno fatto parte del piano di crescita 2025-2027 di Veraison Group, che punta a costruire una piattaforma nazionale capace di unire produzione, brand e distribuzione. Il progetto prevede la creazione di poli produttivi specializzati nei diversi territori e, allo stesso tempo, il rafforzamento della presenza commerciale del gruppo in oltre 70 mercati. Tra i paesi considerati prioritari figurano Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Corea del Sud, Cina, Vietnam e Australia. Accanto alla crescita commerciale sono previsti investimenti su tecnologia, sostenibilità e formazione delle risorse umane, con l’obiettivo di rafforzare l’intera filiera.

A riassumere la visione è lo stesso Edoardo Freddi, ceo di Veraison Group: «Queste operazioni rappresentano più di un investimento: sono un atto di fiducia nei confronti dei territori, delle persone e delle loro storie. Crediamo che il futuro del vino italiano passi dall’aggregazione intelligente: mettere insieme capitali, visione e identità locali ci permette di costruire qualcosa che nessuno potrebbe creare da solo. Sicilia, Langhe e Valtellina sono tre mondi straordinari, diversi ma complementari, che oggi parlano con una voce nuova: quella del coraggio, dell’eccellenza e dell’ambizione internazionale». Il percorso di sviluppo non si ferma qui. Il gruppo ha infatti già annunciato nuove operazioni in arrivo nel corso del 2026. Segno che il progetto di costruire una rete nazionale di cantine e marchi territoriali è ancora in piena evoluzione e che l’aggregazione, nel vino italiano, sta diventando sempre più una delle leve con cui molte realtà stanno provando a rafforzarsi nei mercati internazionali.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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