Nel panorama dei consumi festivi, la grappa continua a occupare un posto stabile sulle tavole italiane. Secondo i dati diffusi da Grappa Libarna, durante il periodo pasquale le vendite registrano una crescita del 16%, confermando il distillato come uno dei protagonisti del fine pasto. Un risultato che riflette una consuetudine radicata, ma che oggi convive con una progressiva apertura a modalità di consumo meno tradizionali. La grappa resta legata al momento conclusivo del pranzo, ma inizia a muoversi anche in altri contesti della tavola.

Consumi di grappa a Pasqua: vendite in aumento e nuove tendenze
Tra tradizione e nuovi abbinamenti
Un’indagine condotta da AstraRicerche evidenzia come oltre un quarto degli italiani (26,5%) continui ad abbinarla ai dolci delle festività. Tuttavia, solo il 15,5% ritiene che questo sia l’unico possibile accostamento, segnale di un’evoluzione nei comportamenti. La grappa viene così percepita sempre più come un distillato versatile, capace di uscire dal perimetro del dopopasto e di dialogare con diverse portate. Un cambiamento che si riflette anche nelle proposte delle aziende.
Per le festività pasquali, Gruppo Montenegro punta su una lettura diversa degli abbinamenti, proponendo accostamenti tra grappa e preparazioni salate a base di uova, ingrediente simbolo della ricorrenza. «Nonostante la grappa sia tradizionalmente abbinata ai dolci, le nuove tendenze la definiscono come un distillato a tutto pasto», osserva Antonio Zattoni. «L’uovo, per struttura e gusto, si presta a questo tipo di incontro, grazie a un equilibrio tra componente grassa e profilo aromatico del distillato».
Sul piano sensoriale, le diverse tipologie di grappa offrono possibilità di abbinamento articolate. Le versioni da uve aromatiche, come quelle a base Moscato, tendono a valorizzare la componente dolce e cremosa del tuorlo, creando una continuità gustativa. Le grappe più fresche e floreali, invece, agiscono in contrasto, contribuendo a pulire il palato e a bilanciare ingredienti vegetali come l’asparago. Le espressioni più strutturate, come le riserve, trovano spazio accanto a preparazioni ricche, tra lievitati salati e ingredienti sapidi, dove emergono note di frutta secca e spezie. In questo contesto, anche piatti della tradizione come il casatiello diventano terreno di sperimentazione, segnando un passaggio da un consumo rituale a un utilizzo più trasversale del distillato.