L’assemblea dei soci del Consorzio Vini di Romagna ha rinnovato gli organi di governance, confermando Roberto Monti alla presidenza per il prossimo triennio. Una scelta che si colloca nel segno della continuità, dopo il primo mandato avviato nel 2023, e che riflette la volontà di proseguire il percorso già intrapreso sul fronte della valorizzazione delle denominazioni romagnole. La decisione è arrivata al termine della prima riunione del nuovo Consiglio di amministrazione, chiamato a definire le linee strategiche per i prossimi anni in un contesto che richiede capacità di adattamento e visione sul medio periodo.

Roberto Monti confermato alla guida del Consorzio Vini di Romagna
Un percorso tra gestione aziendale e attività consortile
Il profilo di Roberto Monti si è sviluppato nel tempo tra esperienza operativa e impegno istituzionale. Per quasi vent’anni, dal 2003 al 2022, è stato direttore generale della Cantina Forlì-Predappio, realtà cooperativa di riferimento per il territorio. Parallelamente, ha maturato un’esperienza diretta all’interno del consorzio, partecipando al Consiglio di amministrazione già nel triennio precedente alla prima nomina a presidente. Un percorso che gli ha consentito di conoscere da vicino le dinamiche del comparto e le criticità legate alla promozione e al posizionamento dei vini romagnoli.
Le priorità: identità e posizionamento dei vini romagnoli
Nel delineare gli obiettivi del nuovo mandato, Monti ha indicato una linea di lavoro orientata alla crescita del valore percepito delle produzioni locali. «Sono profondamente onorato della fiducia che l’assemblea e il nuovo Consiglio hanno voluto rinnovarmi», ha dichiarato, sottolineando il senso di responsabilità che accompagna l’incarico.
«Il nostro obiettivo per i prossimi anni resta chiaro: proseguire con determinazione nel percorso di crescita dei vini della Romagna, elevandone il posizionamento e la percezione del valore sia in Italia che sui mercati internazionali», ha aggiunto. Una strategia che punta a rafforzare il legame tra prodotto e territorio, elemento sempre più rilevante nelle scelte dei consumatori.
Tra le direttrici indicate emerge il tema della riconoscibilità. Per il presidente, il lavoro del consorzio dovrà concentrarsi sulla costruzione di un’identità chiara e condivisa, capace di distinguere l’offerta romagnola nel panorama nazionale. «Lavoreremo affinché l'identità unica del nostro territorio sia sempre più riconosciuta come sinonimo di eccellenza e autenticità», ha concluso Monti. Un impegno che richiama la necessità di coordinare attività di promozione, comunicazione e tutela, in una fase in cui il mercato del vino richiede coerenza e capacità di racconto.