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Varvaglione 1921 lancia il Metodo Classico CÀ e acquisisce Casino Nitti

Varvaglione 1921 presenta il Metodo Classico CÀ e acquisisce la tenuta Casino Nitti: tra passaggio generazionale, biodiversità e ricerca vitivinicola nel Sud Italia

 
26 maggio 2026 | 10:50

Varvaglione 1921 lancia il Metodo Classico CÀ e acquisisce Casino Nitti

Varvaglione 1921 presenta il Metodo Classico CÀ e acquisisce la tenuta Casino Nitti: tra passaggio generazionale, biodiversità e ricerca vitivinicola nel Sud Italia

26 maggio 2026 | 10:50
 

Per Varvaglione 1921 il 2026 segna un doppio passaggio strategico: da un lato il debutto del nuovo Metodo Classico CÀ, dall’altro l’acquisizione della storica tenuta Casino Nitti, a Marina di Lizzano, nel Tarantino. Due operazioni differenti ma collegate da una stessa visione aziendale, costruita attorno al tema della continuità familiare e dell’evoluzione del patrimonio vitivinicolo del Sud Italia. Il nuovo spumante nasce infatti come omaggio a Carlotta, figlia di Marzia Varvaglione e rappresentante della quinta generazione della famiglia. Il nome «CÀ» sintetizza questo passaggio simbolico, inserendosi in una linea di etichette che l’azienda ha progressivamente dedicato ai membri della famiglia.

Metodo Classico da uve Fiano: nasce CÀ, il nuovo spumante di Varvaglione 1921 Varvaglione 1921 lancia il Metodo Classico CÀ e acquisisce Casino Nitti

Metodo Classico da uve Fiano: nasce CÀ, il nuovo spumante di Varvaglione 1921

Il Metodo Classico CÀ e la scelta del Fiano

Il nuovo Metodo Classico rappresenta il primo esperimento aziendale in questa tipologia produttiva. Le uve Fiano utilizzate provengono dal cru Masseria Pizzariello, a Leporano, in una zona conosciuta localmente come “Campo Freddo” per la particolare escursione termica che contribuisce a preservare acidità e aromaticità.

La raccolta avviene manualmente all’alba, con selezione in cassette da 15 kg e successiva permanenza delle uve in ambiente refrigerato prima della pressatura a grappolo intero. Il processo produttivo prosegue con fermentazione a temperatura controllata, affinamento sulle fecce fini per otto mesi e successiva presa di spuma in bottiglia secondo Metodo Classico. L’affinamento sui lieviti dura circa venti mesi, fino alla sboccatura finale. Un percorso tecnico che segna per Varvaglione un ampliamento della propria identità produttiva, tradizionalmente legata ai rossi pugliesi.

Casino Nitti e il progetto tra Puglia e Campania

L’altra novità riguarda l’ingresso di Casino Nitti nel mondo Varvaglione. L’antica tenuta, nata come casino di caccia nel XVI secolo e immersa in oltre 70 ettari vicino al mar Ionio, diventa oggi il centro di un progetto che punta a mettere in dialogo vitigni autoctoni pugliesi e campani. Da una parte Primitivo, Negroamaro e Susumaniello; dall’altra Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Aglianico. L’idea è quella di costruire una piattaforma produttiva e sperimentale capace di leggere in chiave contemporanea il patrimonio vitivinicolo del Mezzogiorno.

Il Vigneto della Biodiversità e la ricerca sui vitigni

All’interno della tenuta trova spazio anche il cosiddetto Vigneto della Biodiversità, un campo sperimentale che ospita oltre 500 varietà di vitigni minori e balcanici, con particolare attenzione alle cultivar caucasiche e mediterranee. Il progetto viene sviluppato in collaborazione con ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università del Salento e punta a studiare l’adattabilità dei vitigni ai cambiamenti climatici e ai nuovi scenari agronomici del Mediterraneo. L’attività sperimentale comprende anche la ricerca su portainnesti alternativi e pratiche biologiche orientate alla rigenerazione del suolo.

Agricoltura di precisione e gestione sostenibile

Negli ultimi anni Varvaglione 1921 ha progressivamente sviluppato un sistema di agricoltura di precisione basato su sensoristica, monitoraggio climatico e utilizzo di droni multispettrali. Le stazioni meteo installate nei vigneti raccolgono dati relativi a umidità, temperatura, piogge e bagnatura fogliare, elaborati attraverso algoritmi predittivi che permettono di limitare i trattamenti fitosanitari e ridurre consumi idrici e passaggi meccanici. Parallelamente, i droni vengono utilizzati per monitorare lo stato nutrizionale delle piante e per l’analisi profonda del terreno, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di impoverimento biologico e desertificazione.

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Tra le pratiche adottate dall’azienda rientra anche la semina di cover crops nei vigneti, una tecnica che contribuisce all’ossigenazione del terreno e all’incremento della biodiversità microbiologica. Il sistema viene integrato con un modello di economia circolare basato sul riutilizzo degli scarti della vendemmia, trasformati in ammendanti organici destinati alla nutrizione del suolo. In questo quadro, il progetto Varvaglione punta a coniugare continuità familiare, innovazione agronomica e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo meridionale, in una fase di forte trasformazione del settore.

Varvaglione 1921
Contrada, Santa Lucia - 74020 Leporano (Ta)
Tel 099 5315370

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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