Avvicinare i giovani al mondo del vino attraverso strumenti e modalità più vicine alle loro abitudini comunicative. È l’obiettivo del nuovo Gruppo Gen Z delle Donne del Vino, iniziativa nata all’interno dell’associazione nazionale che riunisce professioniste della filiera enologica. Il gruppo coinvolge giovani socie provenienti da diverse regioni italiane ed è coordinato dalla consigliera nazionale Roberta Urso, con il compito di sviluppare progetti dedicati alla comunicazione del vino verso un pubblico più giovane.

Il vino parla ai giovani: nasce il Gruppo Gen Z delle Donne del Vino
«Oggi molti giovani percepiscono il vino come un prodotto distante, complicato, talvolta elitario», spiega Urso. «Un’immagine che rischia di allontanare una generazione cresciuta cercando autenticità, immediatezza e contenuti facilmente accessibili». Il primo progetto prenderà forma sui canali TikTok e Instagram, con una serie di brevi video dedicati a dubbi, curiosità e luoghi comuni legati al vino. Il primo contenuto sarà dedicato a una delle convinzioni più diffuse: «Il vino è solo per gli esperti».
Una squadra di giovani professioniste da tutta Italia
A comporre il nuovo gruppo sono giovani impegnate in diversi ambiti della filiera, dalla produzione alla comunicazione, dalla ristorazione alla sommellerie. Tra le partecipanti ci sono Federica Bonetta di Baglio del Cristo di Campobello in Sicilia, Chiara Cecamore, comunicatrice abruzzese, Caterina Chiacchiarini Sartarelli della cantina Sartarelli nelle Marche, Sara Costantini di Villa Simone nel Lazio, Naomi Deaddis della Cantina Deaddis in Sardegna e Giulia Di Simone, sommelier laziale.
Fanno parte del progetto anche Gabriella Favara di Donnafugata, Gilda Iovine di Antiche Radici, Diana L’Occaso, sommelier umbra, Silvia Manzella di Cantine Settesoli, Ginevra Prati di Oddone Prati, Emanuela Pugliese, ristoratrice emiliano-romagnola, Maria Teresa Santaguida, giornalista calabrese, Enrica Spadafora dei Principi di Spadafora e Ilaria Vivona di Cellaro. «Questo è un primo gruppo di giovani che ha scelto di aderire al progetto», sottolinea Roberta Urso. «Siamo convinte che il loro entusiasmo e il loro esempio possano diventare uno stimolo per coinvolgere sempre più giovani Donne del Vino».
Il vino cerca un nuovo rapporto con le nuove generazioni
La nascita del Gruppo Gen Z si inserisce in un percorso più ampio dell’associazione, che negli ultimi anni ha sviluppato iniziative rivolte alla formazione e al coinvolgimento dei giovani. Le Donne del Vino, fondate in Italia nel 1988, oggi riuniscono oltre 1.300 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, consulenti e professioniste del settore.
Tra i progetti già avviati c’è D-Vino, dedicato alla diffusione della cultura del vino negli istituti alberghieri e turistici italiani, insieme a Essenze di Vite, percorso realizzato con Ais per la formazione gratuita di giovani donne attraverso una selezione negli istituti professionali. L’associazione è inoltre impegnata nel Forum Mondiale delle Donne del Vino, rete internazionale che coinvolge dodici associazioni estere, oltre a studi sul gender gap nel settore vitivinicolo, iniziative contro la violenza di genere e attività legate al turismo del vino e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni.
Dai social alla cultura del vino: una nuova sfida comunicativa
Con il Gruppo Gen Z le Donne del Vino puntano a costruire un dialogo più diretto con chi si avvicina al vino senza una conoscenza tecnica approfondita. La sfida riguarda soprattutto il linguaggio: trasformare il vino da prodotto percepito come complesso a elemento culturale accessibile, raccontato attraverso esperienze, territori e storie. Il progetto parte quindi dai social, ma guarda a un obiettivo più ampio: creare un ponte tra il patrimonio enologico italiano e una generazione che utilizza strumenti diversi per informarsi, scegliere e condividere contenuti.