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No all'aumento IVA sui ristoranti Calugi (Fipe): turismo penalizzato

Il sindacato dei ristoratori invita il Governo a ripensarci. Alzare l'Iva signfica colpire anche milioni di lavoratori che tutti i giorni mangiano fuori casa. Si metterebbe in crisi un comparto che da lavoro a molti . Non sono solo i turisti stranieri che mangiano al ristorante o al bar e dormono in albergo.

09 febbraio 2020 | 17:23
No all'aumento IVA sui ristoranti 
Calugi (Fipe): turismo penalizzato
No all'aumento IVA sui ristoranti 
Calugi (Fipe): turismo penalizzato

No all'aumento IVA sui ristoranti Calugi (Fipe): turismo penalizzato

Il sindacato dei ristoratori invita il Governo a ripensarci. Alzare l'Iva signfica colpire anche milioni di lavoratori che tutti i giorni mangiano fuori casa. Si metterebbe in crisi un comparto che da lavoro a molti . Non sono solo i turisti stranieri che mangiano al ristorante o al bar e dormono in albergo.

09 febbraio 2020 | 17:23
 

Lo Stato cerca nuove formule per riformulare il fisco in Italia ma, come sempre, appena se ne parla si apre il tema dell'Iva.In particolare stavolta ci sarebbe in ballo l'ìpotesi di rialzarla, anche se di poco, per ristoranti ed hotel in cambio di modifiche all'Irpef. Ma anche il solo parlarne, senza avere idee chiare e proposte concrete sul tavolo, crea sconcerto nel comparro. Ne è prova l'immediata presa di posizione di Fipe- Confcommercio che attraverso il direttore generale Roberto Calugi sottolinea l'assurdità della sua idea. «Il Governo - afferma senza mezzi termini Calugi - dice di voler ridurre le imposte sui ceti medio bassi e per farlo propone di alzare l'Iva sul turismo, in particolare hotel e ristoranti, come se fossero soltanto i turisti stranieri a mangiare fuori casa o dormire in albergo. Ovviamente non è così: ogni giorno circa 10 milioni di lavoratori pranzano nei bar e nei ristoranti  e lo fanno per necessità, non certo per scelta. Un aumento dell'Iva colpirebbe innanzitutto loro. Le risorse per ridurre l'Irpef vanno trovate altrove».

No all'aumento IVA sui ristoranti Calugi (Fipe): turismo penalizzato

Roberto Calugi, direttore generale Fipe 

Lo Stato cerca nuove formule per riformulare il fisco in Italia ma, come sempre, appena se ne parla si apre il tema dell'Iva.In particolare stavolta ci sarebbe in ballo l'ìpotesi di rialzarla, anche se di poco, per ristoranti ed hotel in cambio di modifiche all'Irpef. Ma anche il solo parlarne, senza avere idee chiare e proposte concrete sul tavolo, crea sconcerto nel comparro. Ne è prova l'immediata presa di posizione di Fipe- Confcommercio che attraverso il direttore generale Roberto Calugi sottolinea l'assurdità della sua idea. «Il Governo - afferma senza mezzi termini Calugi - dice di voler ridurre le imposte sui ceti medio bassi e per farlo propone di alzare l'Iva sul turismo, in particolare hotel e ristoranti, come se fossero soltanto i turisti stranieri a mangiare fuori casa o dormire in albergo. Ovviamente non è così: ogni giorno circa 10 milioni di lavoratori pranzano nei bar e nei ristoranti  e lo fanno per necessità, non certo per scelta. Un aumento dell'Iva colpirebbe innanzitutto loro. Le risorse per ridurre l'Irpef vanno trovate altrove».


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Come se non bastasse – aggiunge il Direttore generale -, l'idea di rendere più salato il conto al ristorante per i turisti stranieri tradisce un paradosso di fondo: sono sempre di più le persone che arrivano in Italia per vivere un'esperienza non solo artistica, ma soprattutto enogastronomica, resa possibile dalla professionalità dei nostri cuochi e ristoratori. Penalizzare questa fetta di mercato, sulla quale in queste settimane già pesa l'insicurezza dovuta al Coronavirus,  rischia di essere controproducente per tutti». E il richiamo alle prospettive del turismo non è irrilevante visto che, come abbiamno pià volte sottolineato,per questo comparto il Governo è ancora all'anno zero. Si parla dei flussi turistici in aumento, ma non si fa nulla per potenziare un'area che soffre per mancanza di personale preparato e di servizi. Agire sul lato dell'Iva sembra proprio l'idea di chi non ha capito niente di quanmto può valere il turismo per l'avvio di un ciclo di sviluppo virtuoso.


Per quanto riguarda poi la situazione del solo comparto della ristorazione, Roberto Calugi ricorda come «negli ultimi 10 anni l'occupazione nel settore della ristorazione è cresciuta del 20%, mentre negli altri comparti è scesa del 3,4%. Mortificare uno dei pochi settori dinamici, capace di dare lavoro a 1,2 milioni di persone, non è certo una soluzione vincente per rilanciare i consumi e, più in generale, l'economia dell'intero Paese». Un modo , per essere forse banali, per darsi la zappa sui piedi ... o anche peggio. 

#ristoratinoaumentoIVA

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