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mercoledì 22 aprile 2026  | aggiornato alle 12:49 | 118775 articoli pubblicati

Turismo senza personale: perché non basta dare la colpa alle scuole alberghiere

La carenza di personale qualificato nel settore turistico evidenzia la necessità di rafforzare il legame tra scuole alberghiere e imprese. Una collaborazione concreta tra pubblico e privato, insieme a maggiori ore di formazione pratica e incentivi per le aziende, può favorire l’ingresso di giovani preparati nelle strutture ricettive

di Gaetano De Martino
Tesoriere Nazionale AMIRA
22 aprile 2026 | 10:38
Turismo senza personale: perché non basta dare la colpa alle scuole alberghiere
Turismo senza personale: perché non basta dare la colpa alle scuole alberghiere

Turismo senza personale: perché non basta dare la colpa alle scuole alberghiere

La carenza di personale qualificato nel settore turistico evidenzia la necessità di rafforzare il legame tra scuole alberghiere e imprese. Una collaborazione concreta tra pubblico e privato, insieme a maggiori ore di formazione pratica e incentivi per le aziende, può favorire l’ingresso di giovani preparati nelle strutture ricettive

di Gaetano De Martino
Tesoriere Nazionale AMIRA
22 aprile 2026 | 10:38
 

Oggi si parla tanto di mancanza di personale qualificato nelle strutture ricettive e in modo superficiale viene scaricato l’enorme problema tutto sulle povere scuole alberghiere. Credo sia fondamentale creare dei progetti dove si vedono impegnati pubblico e privato: il primo deve mettere in campo le strutture e il personale docente, il secondo deve partecipare finanziando economicamente dei progetti che abbiano come obbiettivo finale l’ingresso nelle strutture di giovani preparati e motivati.

I docenti delle scuole alberghiere italiane sono molto preparati ma hanno bisogno comunque di corsi di formazione e aggiornamento
I docenti delle scuole alberghiere italiane sono molto preparati ma hanno bisogno comunque di corsi di formazione e aggiornamento

Nelle scuole alberghiere abbiamo un ottimo corpo docente, molto capace ma che avrebbe comunque bisogno di corsi di aggiornamento, e questo non lo dico per denigrare un comparto, ma perché negli anni la clientela è diventata molto più esigente. Basti pensare, ad esempio, ad un medico che, dopo 6 anni di studio e 6 di specializzazione, è tenuto a fare corsi numerose volte in un anno per ottenere dei crediti formativi.

Più pratica e incentivi: la riforma delle ore di formazione nel turismo

Quindi, da una parte, quale fattore fondamentale da considerare è l’aumento delle ore di esercitazioni pratiche che sarebbero sicuramente più interessanti e accettate dai ragazzi se fossero retribuite e svolte in strutture ricettive del territorio; dall’altra parte ci vorrebbe uno Stato che, oltre a non tassare queste ore di lavoro, sia disposto a rimborsarle al datore di lavoro sotto forma di credito d’imposta immediato.

I politici devono tener presente che i pochi momenti di Pil favorevoli li raggiungiamo solo quando le aziende turistiche vanno bene! Questa mia ultima riflessione fa capire chi ha la possibilità e il dovere di far crescere le scuole alberghiere e di conseguenza tutto il personale del comparto turistico.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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