Oggi si parla tanto di mancanza di personale qualificato nelle strutture ricettive e in modo superficiale viene scaricato l’enorme problema tutto sulle povere scuole alberghiere. Credo sia fondamentale creare dei progetti dove si vedono impegnati pubblico e privato: il primo deve mettere in campo le strutture e il personale docente, il secondo deve partecipare finanziando economicamente dei progetti che abbiano come obbiettivo finale l’ingresso nelle strutture di giovani preparati e motivati.
I docenti delle scuole alberghiere italiane sono molto preparati ma hanno bisogno comunque di corsi di formazione e aggiornamento
Nelle scuole alberghiere abbiamo un ottimo corpo docente, molto capace ma che avrebbe comunque bisogno di corsi di aggiornamento, e questo non lo dico per denigrare un comparto, ma perché negli anni la clientela è diventata molto più esigente. Basti pensare, ad esempio, ad un medico che, dopo 6 anni di studio e 6 di specializzazione, è tenuto a fare corsi numerose volte in un anno per ottenere dei crediti formativi.
Più pratica e incentivi: la riforma delle ore di formazione nel turismo
Quindi, da una parte, quale fattore fondamentale da considerare è l’aumento delle ore di esercitazioni pratiche che sarebbero sicuramente più interessanti e accettate dai ragazzi se fossero retribuite e svolte in strutture ricettive del territorio; dall’altra parte ci vorrebbe uno Stato che, oltre a non tassare queste ore di lavoro, sia disposto a rimborsarle al datore di lavoro sotto forma di credito d’imposta immediato.
I politici devono tener presente che i pochi momenti di Pil favorevoli li raggiungiamo solo quando le aziende turistiche vanno bene! Questa mia ultima riflessione fa capire chi ha la possibilità e il dovere di far crescere le scuole alberghiere e di conseguenza tutto il personale del comparto turistico.