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di Andrea Radic
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Chiudono sei Jamie's italian restaurants
«Made in Italy troppo caro con la Brexit»

Chiudono sei Jamie's italian restaurants 
«Made in Italy troppo caro con la Brexit»
Chiudono sei Jamie's italian restaurants «Made in Italy troppo caro con la Brexit»
Pubblicato il 09 gennaio 2017 | 17:17

Jamie Oliver chiude sei ristoranti italiani a Londra: «A causa della Brexit le materie prime importate costano troppo». Scoppia la polemica, il ristoratore Aldo Zilli: «Quelli di Oliver sono ristoranti di qualità media»

Jamie Oliver, imprenditore e cuoco televisivo inglese, è molto preoccupato per la Brexit. Diventato celebre per la sua interpretazione della cucina mediterranea ed italiana in particolare, l'estroso chef non ha esitato ad annunciare la chiusura di ben sei locali della sua catena "Italian" a causa, afferma, della troppo incertezza, della troppa pressione.

Jamie Oliver - Oliver chiude sei locali Italian troppa incertezza effetto Brexit
Jamie Oliver

Calo della sterlina e sistema economico inglese fuori dalla Ue sarebbero dunque le ragioni della decisione dell'imprenditore del food che parla di «un momento difficile per i ristoranti con un calo dei clienti. Importare materie prime direttamente dall'Italia è sempre più caro e non vogliamo abbassare la qualità».

Quindi è deciso: 120 dipendenti a casa, a meno che accettino altri incarichi all'interno del gruppo di Oliver che ha notevoli dimensioni: cinquanta ristoranti in Gran Bretagna e altri trentasei nel mondo, oltre a scuole di cucina e produzioni televisive. Eppure non tutti la pensano come Jamie, anzi. Aldo Zilli, proprietario di una catena di ristoranti italiani ha registrato una crescita del dieci percento e non usa mezzi termini: «Quelli di Oliver sono ristoranti di qualità media, nulla di eccezionale, il servizio non è un gran che e sono poco autentici».

Gli fa eco addirittura Andrew Bridgen, un deputato conservatore: «Oliver cerca nella Brexit un facile capro espiatorio». Anche il programma televisivo "Quattro Ristoranti" condotto da Alessandro Borghese, ci ha consegnato, proprio nell'ultima puntata, un ritratto sano e dinamico della ristorazione italiana a Londra, che spicca per qualità e stile. Nel 2017 le stime della Banca d’Inghilterra auspicano una crescita dell’1,4%.

Secondo l’Ufficio per la responsabilità fiscale, però, il costo reale della Brexit si potrà misurare solo una volta iniziato il procedimento. Le previsioni parlano di circa 58 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni. Troppa carne al fuoco per il cuoco della Tv inglese e non solo e troppi impegni per mantenere la qualità o davvero una saggia attenzione ai costi? Staremo a vedere se Oliver ci fa o ci è, come si dice a Roma e ora... anche a Londra.

© Riproduzione riservata

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