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A Taormina rissa tra ristoratori
Campanello d'allarme per il settore?

A Taormina rissa tra ristoratori 
Campanello d'allarme per il settore?
A Taormina rissa tra ristoratori Campanello d'allarme per il settore?
Pubblicato il 04 settembre 2017 | 11:22

Durante una serata estiva i dipendenti di due ristoranti limitrofi di Taormina (Me) hanno fatto scoppiare una rissa tra di loro. La causa sembrerebbe da ricondurre alla volontà di rubarsi il maggior numero di clienti. La notizia preoccupa: la crisi, il web, la burocrazia e la diminuzione del lavoro porta anche a questo?

La famigerata crisi ormai diventata strutturale che ha costretto a rivedere le abitudini, sempre meno disponibilità economica per fare le vacanze o uscire a cena la sera, la burocrazia che ci mette sempre lo zampino, clienti “capricciosi” che mettono a dura prova la pazienza di ristoratori e albergatori, il web con le sue recensioni più o meno vere che mina la credibilità delle persone che lavorano spesso mettendole contro e creando una concorrenza sleale assai dannosa.

A Taormina rissa tra ristoratori Campanello d'allarme per il settore?
foto: Taormina Today

Gli stessi ristoratori e albergatori ingoiano quotidianamente bocconi amari, ogni tanto provano ad alzare la voce e farsi sentire ma ben consci che ogni protesta toglie tempo prezioso per portare avanti la propria attività e allora preferiscono rimettere giù il “crapone” e tornare a lavorare sfidando ogni tipo di difficoltà. La pazienza però, si sa, ha un limite e allora capita che dalle parole, dalle minacce, dalle proteste e dalle lamentele si passa alle mani. Nel vero senso della parola.

È successo lo scorso 28 agosto a Taormina con i dipendenti di due noti (e limitrofi) ristoranti della zona che hanno fatto scoppiare improvvisamente una rissa durante una serata come le altre. Al centro del contendere, secondo le prime indiscrezioni, ovviamente la volontà di accalappiarsi il maggior numero di clienti nel periodo clou dell’anno. La notizia ha fatto scalpore a livello nazionale solo qualche giorno dopo quando è stato diffuso il video della rissa. Nelle immagini si vedono i turisti ai tavolini godersi la più tipica delle cene estive, poi due dipendenti “rivali” (un uomo e una donna) iniziano a discutere e presto passano agli spintoni.

Sul ring arrivano almeno una decina di persone che coinvolgono anche i tavoli ai quali sono seduti i clienti. Incuranti accendono ulteriormente gli animi. Un tavolo che cade, qualche oggetto che vola, pugni, spintoni. Il risultato? Una concitata processione degli stessi turisti che si alzano e se ne vanno. Restano, da soli, i dipendenti dei due locali (7 sono stati denunciati per rissa) a raccogliere i resti di una serata disastrosa per la loro immagine prima di tutto, per il turismo e la ristorazione del posto poi, ma anche per quella italiana perché se è vero che può essere visto come un episodio sporadico, questo della rissa può essere anche visto come un campanello d’allarme che potrebbe dare inizio alla più classica della “guerra tra poveri”.

Intanto il sindaco di Taormina Eligio Giardina ha scelto una dura presa di posizione: «L’ordine pubblico compete alla Questura, il sindaco non ha potere di far chiudere i locali. Chiedo adesso che venga usato il pugno di ferro sull’episodio della rissa tra due locali. Se verranno accertati dei reati (rissa), il Comune di Taormina si costituirà parte civile. In merito ai fatti accaduti nei giorni scorsi, che hanno riguardato due locali della nostra città sono pronto ad assumermi qualsiasi responsabilità a tutela del buon nome di Taormina. Non vi è dubbio che si sia trattato di un episodio sconcertante, che macchia l’immagine di una città come la nostra ed arreca un grave danno ad un territorio che da sempre ospita tutti ed e punto di riferimento della ristorazione per i turisti di tutta Italia e di ogni Paese del mondo. Bisogna rispettare le leggi e questo deve valere per tutti, episodi come quello del 28 agosto sono inaccettabili e senza alcun dubbio vanno sanzionati».

La torta da spartirsi è sempre più piccola e sempre meno gustosa per cui ogni briciola è vista come ancora di salvezza. Ma se è vero che una mano dovrebbe arrivare “dall’alto” ovvero da chi dovrebbe aiutare il settore a macinare fatturati importanti (per il bene del Paese) è anche vero che un po’ di saggezza e di furbizia da parte degli addetti ai lavori nel non intraprendere una “guerra tra poveri” ma una “collaborazione tra poveri” semmai potrebbe essere un primo passo verso una svolta. Economica e culturale.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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