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Fake news, Facebook mantiene la parola Notizie a pagamento entro fine 2017

Il colosso californiano ha già preso accordi con 10 partner editoriali tra Usa e Ue (compresa anche l'Italia): a breve partiranno i test sulla piattaforma per scegliere le modalità di pagamento migliori

 
27 settembre 2017 | 16:54

Fake news, Facebook mantiene la parola Notizie a pagamento entro fine 2017

Il colosso californiano ha già preso accordi con 10 partner editoriali tra Usa e Ue (compresa anche l'Italia): a breve partiranno i test sulla piattaforma per scegliere le modalità di pagamento migliori

27 settembre 2017 | 16:54
 

La controversa questione "fake news" sta per dipanarsi grazie all'intervento del colosso social americano. Ebbene sì. Perché mentre in Italia assistiamo a vergognosi attacchi "politici" alla presidente della Camera, Laura Boldrini, per le sue iniziative contro la falsità in rete, in America a prendere in pugno la situazione è stato Zuckerberg, che ad oggi pare non essersi davvero rimangiato la parola. Facebook è sempre più vicino a diventare l'edicola del web: l'annuncio arriva dalla compagnia californiana stessa, che in un incontro oggi a Milano ha fatto sapere che entro la fine dell'anno partiranno i test su formule e modalità di abbondamenti alle notizie insieme a 10 partner editoriali di Stati Uniti e alcuni Paesi europei, tra cui il nostro.

(Fake news, Facebook mantiene la parola Notizie a pagamento entro fine 2017)

Si dovrebbe realizzare così il sogno di notizie autentiche, date da fonti attendibili, e a pagamento. Un pagamento che sarebbe effettuato in due modalità diverse. Il primo prevede un Paywall, che consentirà di leggere gratis fino a un certo numero di articoli. Il secondo è la tipologia freemium, in base alla quale saranno gli editori a decidere quali contenuti offrire gratis sui social e quali a pagamento. La transazione economica non avverà sul social e il 100% dei ricavi andrà agli editori.

Facebook, col suo pubblico potenziale di due miliardi di lettori, tende così la mano agli editori e lo fa anche sul versante "fake news". Su questo fronte, assicura la piattaforma, in Italia sarà presto più facile e immediato segnalare eventuali bufale condivise. Ma occorre ancora aspettare per avere novità in merito ad un partner italiano per la verifica delle notizie, il "fact checking", sulla scia di esperimenti come quelli già attivati in Stati Uniti e Francia.

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