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Il cibo nei cartoni animati
Un ingrediente della fantasia

Il cibo nei cartoni animati 
Un ingrediente della fantasia
Il cibo nei cartoni animati Un ingrediente della fantasia
Primo Piano del 19 luglio 2020 | 08:47

Nei più celebri film di animazione e cartoni animati che hanno accompagnato la nostra infanzia è presente il cibo come elemento di suggestione. Dagli “anime” giapponesi fino ai capolavori Disney, passando per i Simpson e le Tartarughe Ninja, il cibo racconta storie e resta scolpito nella memoria anche a distanza di anni.

Quando si è bambini il cervello è come una spugna: osserva, assimila e raccoglie. Quanti pomeriggi seduti a guardare i cartoni animati, un vero e proprio esercizio cerebrale: riempirsi gli occhi di magia tra avventure fantastiche e storie mozzafiato. È cosa nota: fatichiamo a ricordarci cosa abbiamo mangiato ieri ma non dimenticheremo mai il nostro classico Disney del cuore, perché ci succede? Semplice, perché i cartoni animati sono stati al nostro fianco durante il periodo più intenso di crescita, diventando parte della nostra quotidianità e del nostro bagaglio emozionale. Di tutto questo, ci sono alcuni dettagli di quei pomeriggi che sono inspiegabilmente impressi nella nostra memoria come Polaroid: il cibo dei cartoni animati è uno di questi.

Ratatouille - Il cibo nei cartoni animati Un ingrediente della fantasia
Ratatouille

Nella storia dei film d’animazione il food è diventato un’icona ed è per questo che noi, ex bambini da merendine confezionate e succhi in tetrapak, non abbiamo mai dimenticato l’acquolina in bocca alla vista della Domino’s pizza delle Tartarughe Ninja, unta al punto giusto con extra-formaggio filante. Da bambini non si ha il gusto per il cibo, veniamo guidati dai genitori alla scoperta dei sapori ma veniamo inevitabilmente attratti da colori, consistenze e gestualità.



Il cibo nei cartoni animati risponde alle esigenze più infantili: nonostante la totale assenza di sapori è multisensoriale. Grazie ad un solo frame di un panino ne capiamo la morbidezza della mollica, la croccantezza della crosta, il calore che sprigiona, i rumori e le emozioni che suscita, nascosti nei sorrisi di chi lo addenta. Il cibo nei cartoni animati nasce da ricette bambine, create per essere attraenti come una vetrina di un negozio di balocchi.

Tartarughe Ninja - Il cibo nei cartoni animati Un ingrediente della fantasia
Tartarughe Ninja

Tra gli anni ‘80 e ’90, le televisioni italiane ebbero una vera e propria svolta gastro-nipponica grazie alla trasmissione degli “anime” giapponesi. Fu così che i bambini scoprirono, ancor prima dei loro genitori, cosa fosse un Okonomiyaki, grazie al signor Marrabbio di “Kiss me Licia”, desiderarono i noodles istantanei consigliati da Sailor Moon e impararono a mangiare il ramen: rigorosamente alla velocità della luce, nonostante il bollore. Bramavamo il sushi ancor prima che approdasse nella Milano più cool, questo perché venivamo attratti dalle forme curiose di uramaki e futomaki, più simili ai nostri giocattoli che ai piatti di pasta al sugo della mamma.

Il cibo nei cartoni animati racconta storie. A volte ne è il protagonista, a volte il fedele scudiero. Nei racconti poetici di Hayao Miyazaki il cibo è il mezzo: magico, salvifico e a volte maledetto. Ricco di dettagli e di scene di preparazione, ogni film di Miyazaki è un fedele trattato di gastronomia giapponese. Indimenticabile la scena de “La città incantata” dove il cibo, metafora dell’ingordigia umana, trasforma i genitori della piccola Chihiro in maiali, lasciandola sola.

La città incantata - Il cibo nei cartoni animati Un ingrediente della fantasia
La città incantata

Contemporaneamente, il mondo americano ha risposto a quello “Jap” con una comunicazione più diretta ed immediata: il cibo si mangia e si vive. Da Walt Disney ai Simpson, il cibo viene presentato nella sua forma più pura fino a diventare icona: la ciambella rosa shocking di Homer, ad esempio, è l’espressione massima del dolce, iper zuccherata e golosa, esca perfetta per il palato dei più piccoli. Walt Disney, invece, ha sempre utilizzato il cibo per aiutare la narrazione della storia: sono i gustosi spaghetti con le polpette a far innamorare Lilli e il Vagabondo, è la lucidissima mela avvelenata che porta Biancaneve tra le grinfie della strega, è attorno ad un francesissimo banchetto regale che la Bella e la Bestia si conoscono.

Lilli e il Vagabondo - Il cibo nei cartoni animati Un ingrediente della fantasia
Lilli e il Vagabondo

Dai Classici Disney a quelli più contemporanei c’è stata un’importante svolta cosmopolita che, grazie ad eroi ed eroine multietnici, ci ha permesso di sbirciare nelle cucine di tutto il mondo: in Cina con Mulan, alle Hawaii con Lilo e Stitch, in Polinesia con Oceania, tra i banchetti orientali del mercato di Agrabah con Aladdin e molto altro ancora.

Simpson - Il cibo nei cartoni animati Un ingrediente della fantasia
Simpson

Nomina speciale per “Ratatouille”, roditore buongustaio, vera icona gourmet del mondo cartoon: è infatti l’unico cartone animato dove viene presentato in modo realistico il mondo della ristorazione. Il piccolo topo, per preparare appunto la ratatouille, dosa gli ingredienti con lo stile di un grande chef per creare un impiattamento degno di stella Michelin.

Insomma, in ogni micromondo animato si nascondono riferimenti al cibo proprio perché parte integrante di ogni storia, di ogni cultura e di ogni momento speciale. Il cibo è un legante: unisce, include, amalgama e crea da sempre piccole grandi magie, proprio come quelle che, qualche anno fa, osservavamo estasiati in quella piccola scatola magica dall’enorme tubo catodico.

Per informazioni: www.jacleroi.com

© Riproduzione riservata


“Italia a Tavola è da sempre in prima linea per garantire un’informazione libera e aggiornamenti puntuali sul mondo dell’enogastronomia e del turismo, promuovendo la conoscenza di tutti i suoi protagonisti attraverso l’utilizzo dei diversi media disponibili”

Alberto Lupini


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