Il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop fa il suo esordio alla Bit Milano 2026 (10-12 febbraio 2026), portando in fiera non solo l’eccellenza gastronomica del prodotto, ma anche la sua storia secolare. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11-H45) riproduce documenti storici e pannelli espositivi della mostra La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone, in corso fino al 28 febbraio alla Reggia di Caserta.

Il render dello stand del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop alla prossima Bit di Milano dal 10 al 12 febbraio
Le radici storiche della mozzarella di bufala
La mozzarella di bufala campana Dop affonda le sue radici nel Settecento, quando la commercializzazione del prodotto cominciò a prendere forma. I manoscritti e i registri contabili dell’epoca testimoniano la cura delle bufale, le tecniche di trasformazione del latte e persino un disciplinare ante-litteram. La Reggia di Carditello, in provincia di Caserta, rappresentava il fulcro dell’allevamento e della produzione casearia. L’allestimento dello stand include anche una gallery che valorizza le bellezze artistiche e paesaggistiche delle aree di produzione, che comprendono gran parte della Campania, il basso Lazio e parte della provincia di Foggia.
Promozione del turismo enogastronomico
L’obiettivo del Consorzio è valorizzare il legame tra la mozzarella Dop e il suo territorio, incentivando il turismo enogastronomico. Come sottolinea il presidente, Domenico Raimondo: «Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura».

Il presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop Domenico Raimondo
Il direttore Pier Maria Saccani aggiunge: «L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro.»
Collaborazione con l’Archivio di Stato
«La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze», afferma la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
Il debutto alla Bit conferma l’impegno del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop nel promuovere la storia, la qualità e l’identità culturale del prodotto, mettendo in luce la relazione unica tra alimentazione, territorio e turismo enogastronomico.