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giovedì 15 gennaio 2026  | aggiornato alle 12:43 | 116796 articoli pubblicati

Il Coa sequestrato a Milano: si ballava senza permessi e misure di sicurezza

Il locale Coa di via Lecco, a Milano, è stato sequestrato dopo i controlli delle autorità: al suo interno si baollava senza autorizzazioni, in un sotterraneo privo di adeguate misure di sicurezza e vie di fuga conformi

 
15 gennaio 2026 | 08:58

Il Coa sequestrato a Milano: si ballava senza permessi e misure di sicurezza

Il locale Coa di via Lecco, a Milano, è stato sequestrato dopo i controlli delle autorità: al suo interno si baollava senza autorizzazioni, in un sotterraneo privo di adeguate misure di sicurezza e vie di fuga conformi

15 gennaio 2026 | 08:58
 

Al Coa di Milano, in via Lecco, un esercizio formalmente registrato come cocktail bar, è emersa un’attività di intrattenimento danzante svolta in uno spazio sotterraneo privo delle necessarie autorizzazioni. Per questo, la Polizia locale di Milano disposto il sequestro del locale, evidenziando criticità strutturali e gestionali rilevanti sotto il profilo della pubblica incolumità. La mancanza di vie di fuga adeguate, unita all’assenza di un progetto antincendio approvato, è stata valutata come un fattore di rischio concreto. L'episodio è solo una delle conseguenze dell'intensificazione dei controlli sui locali pubblici dopo la tragedia di Crans Montana. Si è passati dalle parole ai fatti, dunque, come avevano chiesto un po' tutte le associazioni di categoria.

Il Coa sequestrato a Milano: si ballava senza permessi e misure di sicurezza

Il bancone del Coa Cocktail Bar di via Lecco, sequestrato dalle autorità (Foto Facebook Coa Cocktail bar)

Locali sotterranei e rischio evacuazione: una criticità diffusa

Durante gli accertamenti è stata riscontrata la presenza di oltre cento persone concentrate in un ambiente interrato, servito da un’unica scala a chiocciola utilizzata sia come accesso sia come via di fuga. Questa configurazione ha riportato l’attenzione sui rischi connessi ai locali sotterranei senza uscite di emergenza, soprattutto in caso di incendio o eventi critici. 

Le verifiche sul locale di via Lecco non rappresentano un episodio isolato. Gli accertamenti erano iniziati già nel 2024 a seguito di segnalazioni per disturbo della quiete pubblica. In più occasioni, le autorità competenti avevano rilevato l’assenza di una licenza di pubblico spettacolo, nonostante la presenza stabile di attività assimilabili a una discoteca. Anche dopo provvedimenti giudiziari e un ordine comunale di cessazione immediata dell’attività danzante, il locale avrebbe continuato a operare nei fine settimana, configurando una situazione di persistente irregolarità da parte del gestore, un trentaquattrenne. Locale, che, oltretutto, nemmeno faceva troppo mistero del fatto che si potesse ballare al suo interno, come riportato in un post su Facebook del 2023, dove si pubblicizzava la sua apertura.

Il Coa sequestrato a Milano: si ballava senza permessi e misure di sicurezza

Dalla pagina Facebook del Coa Cocktail Bar, un post dove si pubblicizza l'apertura, e la chiara ammissione che si ballerà

Sicurezza e licenze: la linea di confine tra bar e discoteca

Il caso di via Lecco si inserisce in un fenomeno più ampio che riguarda i dopo cena danzanti organizzati in bar, ristoranti e lounge che non dispongono di una licenza specifica per l’intrattenimento. A Milano sono attive circa 300 licenze per attività di spettacolo e 72 discoteche autorizzate, oltre a una quota limitata di locali con licenza di ballo accessoria. Al di fuori di questo perimetro, l’attività danzante continuativa espone i gestori a responsabilità amministrative e penali.

Normative di sicurezza per i locali di pubblico spettacolo

Le discoteche autorizzate sono soggette a procedure stringenti che includono il via libera dei Vigili del fuoco e della Commissione comunale di Vigilanza. Sono richiesti piani di valutazione dei rischi, piani di emergenza antincendio, sistemi di evacuazione certificati, personale formato e verifiche periodiche sugli impianti di protezione attiva. Questi obblighi non possono essere surrogati da una semplice Segnalazione certificata di inizio attività, che caratterizza invece il regime più leggero dei locali non destinati allo spettacolo.

Responsabilità dei gestori e cultura della prevenzione

Accanto al quadro normativo, viene richiamata la centralità del senso di responsabilità degli esercenti. Le associazioni di categoria del settore pubblico esercizio hanno ribadito la necessità di promuovere una cultura della prevenzione, attraverso formazione specifica e aggiornamento continuo sulle misure di sicurezza. In un contesto urbano caratterizzato da un’elevata concentrazione di giovani e da una crescente domanda di intrattenimento notturno, il rispetto delle regole rappresenta un elemento distintivo per la qualità e l’affidabilità dell’offerta.

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Il Comune di Milano e la Prefettura avevano già annunciato il rafforzamento delle attività di vigilanza. Il tema è stato al centro anche del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha ribadito l’impegno a proseguire con controlli mirati e coordinati.

Sicurezza come valore strutturale dell’intrattenimento

Il dibattito, nuovamente acceso da questo episodio, evidenzia come la sicurezza nei locali di intrattenimento non sia un adempimento formale, ma un valore strutturale che incide sulla tutela delle persone e sulla sostenibilità del settore. La distinzione tra attività occasionali e intrattenimento continuativo resta un punto chiave, così come la necessità di garantire condizioni adeguate di evacuazione, capienza e prevenzione incendi.

La vigilanza preventiva si conferma uno strumento essenziale per evitare che irregolarità gestionali possano trasformarsi in emergenze, diventando sempre più improrogabile.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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