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venerdì 16 gennaio 2026  | aggiornato alle 18:37 | 116827 articoli pubblicati

Il carrello della spesa sale più dell’inflazione: +24% in cinque anni

A dicembre 2025 l’inflazione in Italia sale dell’1,2% su base annua, mentre il carrello della spesa aumenta del 24% dal 2021. L’Istat segnala che l’impatto sull’inflazione 2026 sarà minimo, con lievi effetti sugli alimentari

 
16 gennaio 2026 | 12:05

Il carrello della spesa sale più dell’inflazione: +24% in cinque anni

A dicembre 2025 l’inflazione in Italia sale dell’1,2% su base annua, mentre il carrello della spesa aumenta del 24% dal 2021. L’Istat segnala che l’impatto sull’inflazione 2026 sarà minimo, con lievi effetti sugli alimentari

16 gennaio 2026 | 12:05
 

A dicembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,2% rispetto a novembre e dell’1,2% rispetto a dicembre 2024, in leggero aumento rispetto al +1,1% del mese precedente. I dati confermano le stime preliminari diffuse dall’Istat sul tasso di inflazione.

Il carrello della spesa sale più dell’inflazione:  24% in cinque anni

Carrello della spesa +24% in cinque anni

Nel complesso dell’anno, i prezzi al consumo hanno mostrato una crescita media dell’1,5%, in accelerazione rispetto all’1% registrato nel 2024. La dinamica riflette in particolare l’andamento dei beni alimentari e dei prodotti energetici, con differenze significative tra le categorie.

Il carrello della spesa cresce più dell’inflazione

Nei cinque anni tra il 2021 e il 2025, i prezzi del cosiddetto carrello della spesa sono aumentati di circa sette punti percentuali in più rispetto all’inflazione generale. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento cumulato del 17,1%, mentre il carrello della spesa è salito del 24%, e i beni energetici del 34,1%. Su questi temi l’Antitrust ha avviato un’indagine per monitorare l’andamento dei prezzi praticati ai consumatori.

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«La dinamica dei prezzi al consumo, dopo una stabilità nei primi due trimestri del 2025, ha evidenziato una lieve decelerazione nel terzo e quarto trimestre», spiega l’ufficio stampa dell’Istat. In termini di trascinamento sul 2026, per i beni energetici si prevede un effetto negativo pari al -2,7%, mentre per i beni alimentari sarà dello 0,5% e per il carrello della spesa con alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona dello 0,3%, valori soggetti comunque a fluttuazioni stagionali.

L’eredità inflazionistica del 2025

Secondo l’Istat, «l’eredità in termini di inflazione che il 2025 lascia al 2026 è nulla». In altri termini, se non si verificassero variazioni congiunturali dell’indice generale dei prezzi, il tasso di inflazione del prossimo anno sarebbe pari a zero. Il dato evidenzia come, nonostante l’aumento dei prezzi negli ultimi cinque anni, la crescita dei costi si sia concentrata in momenti specifici, senza generare effetti strutturali per il 2026.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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