La lunga chiusura della pasticceria Pintauro di via Toledo a Napoli aveva generato timori tra i residenti e i turisti. La storica bottega, aperta nel 1819 da Pasquale Pintauro, ha fatto conoscere al mondo la sfogliatella napoletana. La serranda abbassata ha suscitato domande sulla possibile chiusura definitiva, ma recenti aggiornamenti confermano che la società rimane attiva e con dipendenti operativi, così come operativo rimane l'altro punto vendita di Corso Meridionale 7, sempre a Napoli.

La sede storica della Pasticceria Pintauro in via Toledo a Napoli
Chiusura stagionale e caratteristiche della sfogliatella
La chiusura stagionale di Pintauro è una consuetudine: nel periodo estivo il forno si ferma per consentire la migliore degustazione della sfogliatella, da gustare calda o “vullente”: «La sfogliatella è un dolce ipercalorico che va mangiato caldo». Tuttavia, con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno 2025-2026, la pasticceria è rimasta chiusa, confermando la necessità di lavori di ristrutturazione.
La storia di Pasquale Pintauro e le varianti della sfogliatella
Pasquale Pintauro, oste e pasticciere, trasformò la santarosa, dolce dei monasteri della Costiera Amalfitana, nella sfogliatella riccia e frolla. L’attività ha contribuito a diffondere la fama del dolce, generando il detto napoletano: «Tène ‘a folla Pintauro!», per indicare qualcosa di molto ambito o difficile da raggiungere.
Riapertura e messaggio ai clienti
Recentemente uno striscione sulla serranda rassicura gli amanti della sfogliatella: «Stiamo restaurando, buone feste a tutti, ci vediamo presto». Una poesia accompagna l’annuncio, ricordando il fascino dei dolci artigianali e la loro capacità di attrarre pubblico e appassionati.