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Rinnovamento del Comitato Scientifico: Casa Artusi valorizza ricerca e cultura alimentare

Ora diventa Comunità Scientifica: l’ampia composizione interdisciplinare valorizza storia, antropologia, linguistica, economia e scienze alimentari, rafforzando la progettualità della Fondazione nel contesto post-Unesco

 
11 febbraio 2026 | 18:44

Rinnovamento del Comitato Scientifico: Casa Artusi valorizza ricerca e cultura alimentare

Ora diventa Comunità Scientifica: l’ampia composizione interdisciplinare valorizza storia, antropologia, linguistica, economia e scienze alimentari, rafforzando la progettualità della Fondazione nel contesto post-Unesco

11 febbraio 2026 | 18:44
 

Casa Artusi annuncia il rinnovamento del proprio Comitato Scientifico, che evolve oggi in una Comunità Scientifica, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo culturale e progettuale della Fondazione a livello nazionale e internazionale. La scelta segue le prospettive aperte dal riconoscimento Unesco della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

 Andrea Segrè, presidente  Rinnovamento del Comitato Scientifico: Casa Artusi valorizza ricerca e cultura alimentare

Andrea Segrè, presidente di Casa Artusi

Il passaggio da Comitato a Comunità riflette la volontà di valorizzare un gruppo di lavoro strutturato ma aperto, eterogeneo per profili, discipline e ambiti di ricerca: dalla storia all’antropologia, dalla linguistica alla filosofia, dalla semiotica alle scienze e tecnologie alimentari fino all’economia e alla politica del cibo. Il rinnovamento include anche un ampliamento territoriale, con l’ingresso di personalità di fama nazionale e internazionale provenienti da università e istituzioni di ricerca italiane ed estere, a sostegno dei progetti della Fondazione nella fase post-Unesco.

«La scelta di fare riferimento alla Comunità Scientifica - afferma il presidente Andrea Segrè - nasce dalla volontà di adottare un modello più aperto, partecipativo e dinamico: un luogo vivo di confronto, cooperazione e visione condivisa. Una comunità capace di integrarsi, rinnovarsi nel tempo e offrire contributi flessibili e qualificati alle azioni della Fondazione».

Il termine “Comunità” sottolinea la volontà di Casa Artusi di creare un insieme vivo di competenze, relazioni e responsabilità condivise. Non si tratta di un organo chiuso, ma di uno spazio di confronto continuo tra storici, antropologi, economisti, nutrizionisti, agronomi e linguisti, rispondendo alle esigenze in continua evoluzione della Fondazione.

Il coordinamento è affidato a Massimo Montanari, tra i principali studiosi internazionali di storia dell’alimentazione e figura centrale nella storia di Casa Artusi. Accanto a lui, due componenti storici del Comitato rimangono in ruolo: Alberto Capatti, storico della gastronomia europea, e Giovanna Frosini, linguista esperta di lingua del cibo. Gli altri membri entrano per la prima volta, portando un rinnovamento significativo nella composizione del Comitato.

«Questo Comitato Scientifico, inteso come Comunità - conclude Segrè - rafforza la missione di Casa Artusi come luogo di ricerca, elaborazione culturale e alta divulgazione, capace di interpretare il presente e il futuro della cultura gastronomica italiana a partire dall’eredità di Pellegrino Artusi».

Il Comitato Scientifico - Comunità Scientifica di Casa Artusi è composto da:

  • Massimo Montanari, professore emerito di Storia medievale (Università di Bologna), coordinatore.
  • Luca Falasconi, docente di Politica agraria e alimentare e coordinatore del corso di laurea in Economia e mercato agro-alimentari all'Università di Bologna.
  • Alberto Capatti, storico della cucina e della gastronomia.
  • Giovanna Frosini, professoressa ordinaria di Storia della lingua italiana (Università per Stranieri di Siena).
  • Fabio Parasecoli, professore ordinario di Food Studies (New York University).
  • Elisabetta Moro, professoressa ordinaria di Antropologia culturale (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli).
  • Monica Alba, ricercatrice di Linguistica italiana (Università di Urbino Carlo Bo).
  • Gianfranco Marrone, professore di Semiotica e linguaggi dell’enogastronomia (Università di Palermo).
  • Grazia Menechella, docente di Letteratura italiana contemporanea (University of Wisconsin-Madison).
  • Anabela Ferreira, docente di lingua e cultura portoghese (Università di Bologna - Campus di Forlì).
  • Nicola Perullo, filosofo ed estetologo del gusto, Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche.
  • Rosalba Lanciotti, professoressa ordinaria di Microbiologia alimentare (Università di Bologna).

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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