A gennaio 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una crescita mensile del +0,4% e su base annua dell’1,0%, confermando le stime preliminari. L’Istat sottolinea che il livello dell’inflazione è il più basso dall’autunno 2024, con un rallentamento rispetto al +1,2% di dicembre.

Gennaio 2026, prezzi alimentari +1,9%
Il rallentamento dell’inflazione è legato soprattutto all’andamento dei prezzi alimentari. I prodotti non lavorati registrano un incremento del +2,5%, mentre quelli lavorati salgono dell’1,9%. «La variazione dei prezzi degli alimentari influisce direttamente sulle strategie di acquisto e sui menu dei bar e dei ristoranti», spiegano gli analisti. Nel complesso, il tasso di crescita del carrello della spesa per generi alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona si attesta a +1,9%, leggermente inferiore alle stime preliminari (+2,1%) e al +2,2% di dicembre.
Oltre agli alimentari, a incidere sulla dinamica dei prezzi sono i servizi relativi all’abitazione (+4,4%), i tabacchi (+3,3%) e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). Per il settore Horeca, queste variazioni possono tradursi in costi più elevati per approvvigionamento e gestione quotidiana. «Monitorare l’andamento dei prezzi resta essenziale per bar e ristoranti, sia per il controllo dei margini sia per la pianificazione dei menu», precisano gli esperti.
L’inflazione di fondo, al netto di alimentari freschi ed energetici, si attesta al +1,7%, confermando un quadro di stabilità relativa dei prezzi. Per gli operatori del settore Horeca, questo dato rappresenta un indicatore chiave per la gestione dei costi e l’adeguamento dei listini.