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venerdì 27 febbraio 2026  | aggiornato alle 19:49 | 117705 articoli pubblicati

Mercato ittico: calo dei prezzi del pesce stagionale tra il 12 e il 17%

Torna una maggiore disponibilità di pesce sui banchi, anche se i prezzi restano alti. Nell’ortofrutta gli effetti del maltempo in Sicilia pesano su agrumi e verdure, mentre l’uva passa turca registra cali di prezzo

 
27 febbraio 2026 | 15:05

Mercato ittico: calo dei prezzi del pesce stagionale tra il 12 e il 17%

Torna una maggiore disponibilità di pesce sui banchi, anche se i prezzi restano alti. Nell’ortofrutta gli effetti del maltempo in Sicilia pesano su agrumi e verdure, mentre l’uva passa turca registra cali di prezzo

27 febbraio 2026 | 15:05
 

Con il ritorno del bel tempo riparte la pesca sul versante tirrenico, con maggiore disponibilità di pesce sui banchi ma prezzi ancora elevati. Nell’ortofrutta restano gli effetti del maltempo in Sicilia, con agrumi e verdure di stagione tra le migliori opportunità. Debole anche il mercato dell’uva passa turca, in calo per domanda ridotta e concorrenza crescente.

Mercato ittico: calo dei prezzi del pesce stagionale tra il 12 e il 17%

Più pesce sui banchi ma prezzi ancora sostenuti

Riparte la pesca, più prodotto ma prezzi ancora sostenuti

Il ritorno di condizioni meteo più stabili e di temperature quasi primaverili ha riportato in mare molte imbarcazioni dopo settimane di stop forzato, soprattutto lungo il versante tirrenico. La maggiore attività sta riportando gradualmente prodotto sui banchi, con una disponibilità in crescita che inizia a riflettersi anche sulle scelte dei consumatori. I prezzi restano mediamente elevati, ma non mancano alternative interessanti tra le specie meno richieste.

Secondo il monitoraggio della Borsa della Spesa, iniziativa di Borsa Merci Telematica Italiana e Italmercati, le razze si collocano tra i 4 e i 6 euro al chilo all’ingrosso, in calo del 12,5% in una settimana e del 14,3% su base annua. Conveniente anche il cefalo dorato, sceso a circa 2,50 euro/kg (-16,7%), mentre tra le proposte più economiche tornano le alacce, simili alle sardine, sotto i 2 euro/kg e in diminuzione del 13,6%. Si tratta di specie stagionali che permettono di contenere la spesa senza rinunciare alla qualità.

Ortofrutta, il ciclone pesa sulla produzione siciliana

Se per il comparto ittico si intravede un graduale ritorno alla normalità, l’ortofrutta continua a risentire delle conseguenze del maltempo. Le forti piogge legate al ciclone che ha colpito la Sicilia hanno danneggiato diverse coltivazioni, con ripercussioni sulle disponibilità e sui prezzi all’ingrosso. Tra i prodotti consigliati figurano i limoni Primo Fiore, tornati su livelli più equilibrati dopo i picchi di fine anno, con quotazioni comprese tra 1,30 e 1,50 euro/kg. Prosegue intanto la campagna delle mele, con un lieve aumento di circa 10 centesimi al chilo per le varietà di montagna, sostenute dalla domanda europea.

Mercato ittico: calo dei prezzi del pesce stagionale tra il 12 e il 17%

Le arance rosse siciliane potrebbero terminare in anticipo

La stagione degli agrumi si avvia alla conclusione. I mandarini tardivi registrano un calo del 6,7% rispetto alla settimana precedente, con prezzi tra 1,30 e 1,70 euro/kg. Da segnalare anche le ultime arance rosse siciliane, che potrebbero terminare in anticipo a causa dell’eccesso di piogge. Sul fronte delle verdure emergono alcune opportunità: i cavolfiori bianchi scendono fino a 0,90 euro/kg, mentre verza e cavolo cappuccio restano sotto gli 0,80 euro/kg. Produzioni regolari e quotazioni stabili per i radicchi (tra 1,30 e 2 euro/kg) e per il porro, intorno a 1,30 euro/kg, in calo del 7,3% rispetto allo scorso anno.

Uva passa, prezzi in calo per la sultanina turca

Segnali di debolezza anche nel mercato della uva passa, dove tra gennaio e febbraio le quotazioni della sultanina di origine turca hanno registrato una flessione del 5%, scendendo sui livelli più bassi degli ultimi due anni. Secondo l’analisi di Areté, il prezzo resta inferiore del 25% rispetto all’avvio della campagna 2025/2026, pur mantenendosi ancora superiore del 33% rispetto alla media delle quattro stagioni precedenti. A incidere è soprattutto la domanda debole, insieme alla maggiore competitività delle origini alternative. Le esportazioni turche, nel periodo compreso tra il 1° settembre 2025 e il 14 febbraio 2026, risultano in calo del 19% su base annua, mentre anche i principali mercati di destinazione – tra cui Regno Unito, Paesi Bassi e Italia – mostrano una riduzione degli acquisti.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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