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Fontana di Trevi: oltre 12mila euro di incasso nel primo giorno di ticket

Dal 2 febbraio la Fontana è accessibile solo con biglietto da 2 euro per chi vuole avvicinarsi alla vasca. La prima giornata ha registrato 6.400 ingressi a pagamento e 86 residenti. Possibili introiti annui di 6-7 milioni

 
03 febbraio 2026 | 15:43

Fontana di Trevi: oltre 12mila euro di incasso nel primo giorno di ticket

Dal 2 febbraio la Fontana è accessibile solo con biglietto da 2 euro per chi vuole avvicinarsi alla vasca. La prima giornata ha registrato 6.400 ingressi a pagamento e 86 residenti. Possibili introiti annui di 6-7 milioni

03 febbraio 2026 | 15:43
 

Sono stati circa 6.400 gli ingressi a pagamento - cui si sommano 86 biglietti per residenti -, per un incasso che si aggira intorno ai 12.400 euro: è questo il bilancio del primo giorno di ticket per accedere alla Fontana di Trevi a Roma. L’introduzione del biglietto da 2 euro per chi desidera avvicinarsi alla vasca e lanciare la tradizionale moneta. I dati preliminari consentono di stimare introiti annuali tra i 6 e gli 8,5 milioni di euro, destinati, secondo l’amministrazione, a interventi di valorizzazione. Tuttavia, l’introduzione del ticket ha già acceso un acceso dibattito che mette a confronto sostenitori dell’ordine e della conservazione con critici preoccupati per la possibile privatizzazione di spazi pubblici, il proliferare di vendite secondarie non ufficiali (secondary ticketing) e le restrizioni che, a detta di alcuni, potrebbero alterare l’esperienza spontanea di una piazza simbolo della città eterna. 

Fontana di Trevi: oltre 12mila euro di incasso nel primo giorno di ticket

Accesso limitato alla Fontana di Trevi: dal 2 febbraio si paga un ticket di 2 euro (foto di repertorio)

La Fontana di Trevi a pagamento: un nuovo capitolo per Roma

Da lunedì 2 febbraio, infatti, la Fontana di Trevi ha introdotto un sistema di accesso a pagamento, segnando un cambiamento significativo nella gestione di uno dei luoghi simbolo della Capitale. Il biglietto, dal costo contenuto di 2 euro, riguarda esclusivamente chi vuole accedere all’area riservata alla vasca, lanciare la tradizionale moneta e vivere un’esperienza più ravvicinata. La fruizione visiva della piazza resta libera e gratuita, ma la misura ha comunque modificato il comportamento dei visitatori e il modo di fruire dello spazio. Secondo le stime del Comune, l’iniziativa potrebbe generare introiti annui tra 6 e 7 milioni di euro, destinati a interventi di manutenzione e valorizzazione del patrimonio. L’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha sottolineato che la decisione si inserisce in un più ampio piano di tutela dei monumenti romani, molti dei quali restaurati grazie ai fondi Pnrr. Al contempo, i musei civici restano gratuiti per residenti, domiciliati e studenti universitari, confermando una continuità nelle politiche culturali locali.

Numeri della prima giornata

Il primo giorno di applicazione del ticket ha registrato 6400 ingressi a pagamento e 86 residenti. Questo dato riguarda esclusivamente coloro che hanno acquistato il biglietto per avvicinarsi alla fontana, senza considerare il flusso totale di persone che attraversa piazza di Trevi ogni giorno. Prima dell’introduzione del ticket, la piazza poteva ospitare tra le 30 e le 70mila persone giornalmente, con fenomeni di sovraffollamento frequenti. L’assessore al Turismo, Alessandro Onorato, ha osservato: «Con 2 euro siamo stati morigerati - a New York avrebbero chiesto 100 dollari. Prima molti bivaccavano, mangiavano o pretendevano di fare un pediluvio; ora l’accesso è ordinato». L’obiettivo dichiarato è migliorare la gestione dei flussi senza compromettere l’accessibilità visiva della fontana.

Critiche dai residenti e dalle guide turistiche

Non mancano però le polemiche. Isabella Ruggiero, presidente di Agta, associazione delle guide turistiche abilitate, evidenzia come il ticket rappresenti un precedente problematico: «Il problema non sono i 2 euro in sé, ma che si trasforma un luogo pubblico in uno spazio a pagamento per i turisti, snaturando l’esperienza e la piazza stessa». Ruggiero sottolinea come la magia del barocco della fontana risieda nell’integrazione tra piazza e monumento, un rapporto ora interrotto dalle recinzioni fisiche. Secondo lei, la misura rischia di essere un esempio pericoloso: «Domani si potrebbero chiudere anche Piazza di Spagna o Piazza Navona, e i romani perderebbero la possibilità di vivere il loro spazio urbano». La critica riguarda anche la gestione dei flussi, che già in sperimentazione aveva mostrato difficoltà: file lunghe e accesso ristretto rendono più complicato muoversi nella piazza.

Secondary ticketing e gestione dei flussi

Un altro aspetto problematico è quello del secondary ticketing. Già nei primi giorni, operatori e tour operator hanno iniziato a rivendere i biglietti online a prezzi superiori, fino a 10 euro, creando fenomeni non regolamentati e potenzialmente irregolari. L’assenza di un sistema a numero chiuso fa sì che non sia possibile prevedere con precisione i flussi in alta stagione, generando potenziali assembramenti e lunghe attese anche per chi ha acquistato il ticket ufficiale. Ruggiero commenta: «Se si voleva limitare il sovraffollamento, bisognava prevedere una bigliettazione contingentata. Così il rischio è che il caos si sposti nella parte alta della piazza».

Aspetti positivi e prospettive

Nonostante le critiche, l’amministrazione sottolinea alcuni vantaggi. Il biglietto consente di ottenere fondi aggiuntivi per la tutela della Fontana di Trevi e di regolamentare l’accesso, riducendo comportamenti impropri. L’orario di apertura del ticket è strutturato per fasce: dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 22.00, nel weekend dalle 9.00 alle 22.00, con ultimo ingresso alle 21. Rimangono escluse dal pagamento le categorie considerate vulnerabili: residenti, bambini sotto i sei anni, disabili e loro accompagnatori, oltre alle guide turistiche. L’attenzione resta però alta su come saranno impiegati gli introiti e sul loro reale impatto sulla gestione della piazza e del monumento. La misura potrebbe essere un banco di prova per future politiche di regolamentazione dei flussi turistici in altri spazi pubblici della città.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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