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Grande distribuzione e discount alimentari hanno spinto le vendite nel 2025

A dicembre 2025 le vendite al dettaglio registrano un calo in valore (-0,8%) e volume (-0,9%), con diminuzioni per beni alimentari. Nel complesso, nell'ultimo anno, supermercati e discount hanno sostenuto le vendite

 
05 febbraio 2026 | 12:43

Grande distribuzione e discount alimentari hanno spinto le vendite nel 2025

A dicembre 2025 le vendite al dettaglio registrano un calo in valore (-0,8%) e volume (-0,9%), con diminuzioni per beni alimentari. Nel complesso, nell'ultimo anno, supermercati e discount hanno sostenuto le vendite

05 febbraio 2026 | 12:43
 

A dicembre 2025 le vendite al dettaglio segnano una lieve flessione mensile, con cali di -0,8% in valore e -0,9% in volume, sia per i beni alimentari sia per quelli non alimentari. Nel trimestre e nell’anno, però, il trend resta positivo: +0,8% in valore sul 2024. Grande distribuzione, discount alimentari ed e-commerce guidano la crescita nell'analisi annuale, mentre utensileria, calzature e articoli in cuoio registrano cali. Prodotti farmaceutici e di profumeria mostrano invece incrementi a doppia cifra. Il comparto online si conferma strategico per horeca e turismo, intercettando nuovi consumatori oltre i canali tradizionali.

Grande distribuzione e discount alimentari hanno spinto le vendite a dicembre 2025

Vendite 2025: la spinta arriva da supermercati e discount alimentari

Vendite al dettaglio a dicembre 2025: lieve flessione 

A dicembre 2025 le vendite al dettaglio registrano una flessione rispetto al mese precedente, sia in valore (-0,8%) sia in volume (-0,9%). La diminuzione riguarda sia i beni alimentari, con cali dello 0,9% in valore e dell’1,2% in volume, sia quelli non alimentari, che registrano rispettivamente -0,7% e -0,8%. Nel complesso dell’ultimo trimestre, però, l’andamento congiunturale mostra una lieve crescita: le vendite dei beni alimentari aumentano sia in valore (+0,3%) sia in volume (+0,2%), così come quelle dei beni non alimentari (+0,2% per entrambe le misure). Su base tendenziale, dicembre 2025 segna un aumento dello 0,9% in valore e un calo dello 0,2% in volume. Tra i comparti non alimentari, i prodotti farmaceutici crescono del 4,6%, così come i prodotti di profumeria e cura della persona (+3,8%), mentre cali più marcati si osservano in utensileria e ferramenta (-3,4%) e calzature e articoli in cuoio (-3,3%).

I canali distributivi: grande distribuzione e e-commerce in crescita

Rispetto a dicembre 2024, tutte le forme distributive mostrano un incremento in valore. La grande distribuzione cresce dello 0,6%, le imprese su piccole superfici dello 0,8%, le vendite al di fuori dei negozi dello 0,8%, mentre il commercio elettronico registra un aumento più marcato, pari al 3,1%. «Il comparto online continua a rappresentare un’opportunità per il settore horeca e turistico, permettendo di intercettare consumatori interessati a prodotti alimentari e non alimentari anche fuori dai tradizionali punti vendita», osservano gli analisti.

Andamento annuo e considerazioni sul 2025

Nel complesso del 2025, le vendite al dettaglio in valore segnano una crescita dello 0,8%, mentre i volumi registrano un calo dello 0,6%. Il comparto alimentare continua a mostrare dinamiche positive in valore, a fronte di una diminuzione dei volumi, mentre i beni non alimentari risultano stazionari. La media annua conferma l’aumento delle vendite nella grande distribuzione, soprattutto nei discount alimentari, e nel commercio elettronico, a fronte di una diminuzione degli altri canali tradizionali.

Secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, le dinamiche congiunturali indicano una leggera crescita nell’ultimo trimestre rispetto al terzo del 2025, suggerendo un’intonazione lievemente meno negativa verso i consumi. Resta evidente, però, la fragilità strutturale dei consumi di beni, confermata sia dai dati di dicembre sia da quelli dell’intero anno. Confcommercio sottolinea che questi gap devono essere colmati per evitare che il processo di desertificazione commerciale nelle principali città italiane continui, con conseguenze sulla vitalità economica e sull’attrattività urbana.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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