Il mercato delle materie prime agroalimentari vive una fase disomogenea, tra eccessi produttivi e nuove tensioni globali. Se da un lato le patate scontano un surplus che spinge i prezzi ai minimi, dall’altro caffè e cacao registrano dinamiche opposte, influenzate da fattori climatici, logistici e geopolitici che incidono direttamente sui costi e sugli equilibri della filiera.

Prezzi agricoli in movimento: patate in crisi, caffè e cacao in ripresa
Patate, surplus europeo e prezzi sotto pressione
Il comparto delle patate in Europa sta attraversando una fase di forte squilibrio, segnata da un eccesso di offerta che sta comprimendo le quotazioni lungo tutta la filiera. I dati più recenti indicano un calo significativo dei prezzi, con valori che sul mercato finanziario dell’EEX hanno perso circa il 30% in un solo mese, arrivando a livelli inferiori dell’80% rispetto all’inizio della campagna. La pressione è evidente anche sul mercato fisico. Le patate destinate alla trasformazione registrano un ridimensionamento, così come il segmento legato al consumo veloce. In alcune situazioni si arriva persino a quotazioni negative per il prodotto destinato ai mangimi, segnale di un sistema che fatica ad assorbire i volumi disponibili.
Alla base della dinamica ribassista si colloca un aumento consistente della produzione europea nella campagna 2025/26, cresciuta complessivamente dell’8%. In alcuni Paesi del Nord Europa l’incremento è stato ancora più marcato, contribuendo a generare un surplus stimato in oltre tre milioni di tonnellate. Sul fronte della domanda, il contesto internazionale si presenta meno favorevole. La competizione di nuovi player e il rafforzamento della valuta europea stanno incidendo sulla capacità di esportazione, con flussi già in contrazione nei primi mesi della campagna. «In queste condizioni - osservano gli operatori - la gestione delle scorte diventa centrale», con molti produttori che accelerano le vendite per contenere i costi di stoccaggio. Parte delle eccedenze viene così destinata ad altri utilizzi, tra mangimi e produzione energetica, mentre non mancano casi di distruzione del prodotto per liberare spazio in vista del nuovo raccolto. Per la prossima campagna si intravede una possibile correzione, legata soprattutto alla riduzione delle superfici coltivate.
Caffè, mercato più rigido tra Brasile e scenari globali
Nel comparto del caffè si osserva una fase differente, caratterizzata da una nuova spinta alla volatilità. Le quotazioni hanno mostrato un recupero nelle ultime settimane, sostenute da una minore disponibilità sul mercato, in particolare dal Brasile. I produttori brasiliani hanno rallentato le vendite rispetto alla scorsa stagione, trattenendo parte del raccolto in attesa di condizioni più favorevoli. Questo comportamento contribuisce a irrigidire il mercato fisico, con una riduzione dei flussi disponibili e un conseguente sostegno ai prezzi.
A complicare il quadro si aggiungono le difficoltà in altri Paesi produttori, tra cui la Colombia, dove produzione ed export risultano in calo anche a causa delle condizioni climatiche. Le scorte certificate restano inferiori rispetto all’anno precedente, segnalando una disponibilità limitata. Il contesto internazionale amplifica le tensioni. Le criticità geopolitiche incidono sui costi logistici, tra trasporti, carburanti e assicurazioni, con effetti diretti sulla formazione dei prezzi. «La filiera del caffè è sempre più esposta a fattori esterni», sottolineano gli analisti, evidenziando come la volatilità sia destinata a restare elevata nel breve periodo.
Cacao, prezzi in risalita tra domanda e offerta
Anche il mercato del cacao mostra segnali di rialzo. Dopo una fase di flessione, le quotazioni hanno recuperato terreno, sostenute da una ripresa degli acquisti e da dinamiche legate ai principali Paesi produttori dell’Africa occidentale.
La revisione dei prezzi minimi riconosciuti agli agricoltori ha incentivato nuovi movimenti sul mercato, mentre le tensioni geopolitiche continuano a incidere sui costi di trasporto e sull’offerta globale. Un insieme di fattori che contribuisce a sostenere le quotazioni internazionali. Resta tuttavia sullo sfondo un elemento di equilibrio: la presenza di un surplus produttivo nella campagna in corso, che potrebbe limitare eventuali ulteriori spinte rialziste nel medio periodo.