Il 2026 si apre con un segnale positivo per i consumi. A gennaio le vendite al dettaglio registrano un aumento rispetto al mese precedente, con una crescita dello 0,6% in valore e dello 0,4% in volume. L’incremento riguarda in particolare il settore alimentare, che mostra un andamento più dinamico rispetto al comparto non alimentare. Secondo i dati diffusi dall’Istat, i beni alimentari crescono dell’1,1% in valore e dello 0,9% in volume, mentre per i prodotti non alimentari l’aumento risulta più contenuto, pari allo 0,2% in valore e allo 0,1% in volume. Il dato conferma una tendenza che vede la spesa alimentare mantenere un ruolo centrale nei consumi delle famiglie.

Consumi alimentari in ripresa nel 2026
Il trimestre conferma la ripresa dei consumi
La dinamica positiva emerge anche osservando il periodo novembre 2025 - gennaio 2026. Nel trimestre le vendite al dettaglio segnano infatti un incremento dello 0,5% in valore e dello 0,2% in volume rispetto ai tre mesi precedenti.
L’aumento riguarda entrambe le categorie merceologiche. I beni alimentari registrano una crescita dello 0,6% in valore e dello 0,3% in volume, mentre i beni non alimentari mostrano un incremento dello 0,3% sia in valore sia in volume. Un andamento che suggerisce una moderata ripresa dei consumi, distribuita tra diversi comparti.
Il confronto annuo premia il comparto alimentare
Il confronto con gennaio dello scorso anno evidenzia una dinamica ancora più chiara. Le vendite al dettaglio aumentano del 2,3% in valore e dello 0,9% in volume rispetto a gennaio 2025. Ancora una volta è il comparto alimentare a registrare la performance più significativa: +3,9% in valore e +1,5% in volume. Più contenuta la crescita dei prodotti non alimentari, che segnano +1,2% in valore e +0,4% in volume.
Nel dettaglio dei beni non alimentari, quasi tutti i gruppi merceologici mostrano variazioni positive. L’incremento più marcato riguarda le dotazioni per informatica, telecomunicazioni e telefonia, che crescono del 3,9%, mentre la flessione più evidente interessa calzature e articoli in cuoio e da viaggio, in calo del 2,2%.
Grande distribuzione ed e-commerce in espansione
Analizzando le diverse forme distributive, emergono differenze piuttosto nette. La grande distribuzione registra un aumento del 4,1% su base annua, mentre il commercio elettronico cresce del 4,6%, confermando la progressiva integrazione tra canali fisici e digitali nella spesa delle famiglie. La crescita risulta invece molto più contenuta per le imprese operanti su piccole superfici, che segnano un incremento dello 0,2%. In calo, infine, le vendite al di fuori dei negozi, che registrano una flessione dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2025.
All’interno della grande distribuzione, l’aumento più consistente riguarda i supermercati, con un +5,1%, seguiti dagli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, mentre ipermercati e discount mostrano comunque variazioni positive. Nel commento diffuso insieme ai dati statistici si sottolinea come «l’inizio del 2026 evidenzi un aumento congiunturale delle vendite al dettaglio, più marcato per il comparto alimentare», mentre su base annua la crescita risulta trainata soprattutto dalla grande distribuzione e dal commercio online.