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venerdì 10 aprile 2026  | aggiornato alle 14:44 | 118547 articoli pubblicati

Nocciole, prezzi in calo: il mercato rallenta dopo i picchi autunnali

Secondo le analisi di Areté, pesano il rallentamento della domanda e il ridimensionamento delle spinte speculative, mentre l’offerta si rivela meno critica del previsto e il raccolto 2026 orienta le aspettative

 
10 aprile 2026 | 10:37

Nocciole, prezzi in calo: il mercato rallenta dopo i picchi autunnali

Secondo le analisi di Areté, pesano il rallentamento della domanda e il ridimensionamento delle spinte speculative, mentre l’offerta si rivela meno critica del previsto e il raccolto 2026 orienta le aspettative

10 aprile 2026 | 10:37
 

Secondo gli ultimi dati riportati da Areté, il mercato delle nocciole sta attraversando una fase di raffreddamento. Tra febbraio e marzo, la quotazione della nocciola turca sgusciata 11/13 consegnata in Europa è infatti scesa del 5%, toccando il livello più basso degli ultimi otto mesi e segnando un calo del 33% rispetto ai picchi di fine settembre.

arete

I prezzi delle nocciole in calo

Le analisi Areté indicano chiaramente alcune leve: da un lato il rallentamento della domanda, dall’altro una progressiva riduzione delle dinamiche speculative che avevano sostenuto i prezzi nei mesi precedenti. In mezzo, un elemento che pesa più di tutti, ovvero un’offerta che si è rivelata meno limitata del previsto, mentre iniziano a prendere forma prospettive considerate favorevoli per il raccolto 2026.

Se si guarda ai flussi commerciali, il segnale è altrettanto evidente. I dati dell’Associazione degli esportatori del Mar Nero parlano di spedizioni turche in deciso rallentamento: tra settembre 2025 e marzo 2026 i volumi esportati sono diminuiti del 47% su base annua, scendendo ai minimi dalla campagna 2011/12. Un dato che racconta molto più della semplice dinamica commerciale, perché riflette una domanda che fatica a tenere il passo dei prezzi raggiunti nei mesi scorsi.

Eppure il quadro resta articolato. La campagna turca 2025/26 è stata segnata da un’offerta in calo del 27% rispetto all’annata precedente, con livelli tra i più bassi delle ultime otto stagioni e una qualità inferiore alla norma. In teoria, elementi che avrebbero dovuto sostenere le quotazioni più a lungo. Tuttavia, il mercato ha reagito in modo diverso: a fine marzo il rapporto tra esportazioni cumulate e offerta totale si è fermato al 34%, ben distante dalla media delle ultime cinque campagne per lo stesso periodo, pari al 48%.

È proprio questo scarto a dare la misura della situazione attuale. La disponibilità di prodotto resta limitata, ma non abbastanza da compensare una domanda frenata dai prezzi elevati raggiunti nei mesi precedenti. Il risultato è un mercato che si sta riequilibrando, con quotazioni in discesa e operatori più cauti, mentre lo sguardo si sposta già verso il prossimo raccolto.

 

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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