I listini dei prodotti più legati alla Pasqua mostrano un andamento in aumento rispetto allo scorso anno. A dirlo è un’analisi di Bmti, basata sui dati rilevati dalle Camere di commercio e dalle Borse merci, che evidenzia un quadro non uniforme tra le principali materie prime consumate in questo periodo. In crescita agnello e uova, con aumenti fino al +20% e al +18%, mentre la farina resta stabile e il burro segna un recupero su base mensile.

Prezzi di uova e agnello in aumento
Aumenti su agnello e uova, domanda più vivace
Tra i prodotti più osservati, la carne di agnello segna l’incremento più evidente. I prezzi all’ingrosso rilevati nei listini delle Camere di commercio registrano un aumento che, a seconda delle piazze, arriva fino al +20% rispetto al 2025. Un rialzo che si inserisce in un contesto di domanda tipicamente più alta in prossimità delle festività pasquali. Anche la carne di coniglio mostra un andamento in crescita, seppur più contenuto. L’aumento si attesta intorno al +5%, sostenuto da una domanda leggermente più attiva e dai rincari osservati nelle settimane precedenti nel circuito del vivo. Più marcato, invece, il rialzo delle uova da consumo, uno degli ingredienti centrali della Pasqua. I dati indicano un incremento del +18% rispetto alla settimana precedente la Pasqua 2025, in un contesto in cui la disponibilità di prodotto risulta inferiore alla domanda. Il prezzo medio rilevato per le uova da allevamento a terra di taglia L si attesta attualmente intorno ai 2,67 euro al kg, con una crescita che diventa ancora più evidente su base biennale, pari a circa +43%.
Materie prime: stabilità per la farina, rialzi per il burro
Diverso il quadro per le materie prime utilizzate nella preparazione di dolci e prodotti da forno. La farina di grano tenero mostra un andamento relativamente stabile. Nei mesi recenti i prezzi all’ingrosso hanno registrato una lieve flessione, pari al -1,1% rispetto a febbraio, e un calo più contenuto, circa -3,7% su base annua. La stabilità è legata anche all’andamento delle quotazioni dei grani teneri nazionali, che non hanno risentito in modo significativo delle tensioni sui mercati dei fertilizzanti. In controtendenza, il burro segna un recupero dopo i ribassi dei mesi precedenti. A marzo i prezzi all’ingrosso risultano in aumento del +12% rispetto al mese precedente, pur restando su livelli significativamente inferiori rispetto a un anno fa. Il confronto annuo evidenzia infatti una riduzione di circa -49,7%, segno di una forte volatilità che ha caratterizzato il mercato negli ultimi mesi.
Un quadro influenzato da domanda stagionale e disponibilità
L’analisi evidenzia come le dinamiche dei prezzi siano legate in larga parte alla stagionalità della domanda, soprattutto per prodotti come agnello e uova, che registrano picchi in occasione delle festività. Allo stesso tempo, le variazioni osservate dipendono anche dall’equilibrio tra offerta e disponibilità lungo la filiera, con effetti diversi a seconda della materia prima.