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venerdì 16 gennaio 2026  | aggiornato alle 18:34 | 116826 articoli pubblicati

Uno degli hotel più famosi di Amsterdam passa sotto la gestione di Mandarin Oriental

Stiamo parlando del Conservatorium, indirizzo simbolo nel quartiere dei musei della capitale olandese, che cambia pelle senza rinnegarsi: nuovo asset, stessa anima urbana, fra ospitalità, cucina d’autore e vita cittadina

 
16 gennaio 2026 | 13:27

Uno degli hotel più famosi di Amsterdam passa sotto la gestione di Mandarin Oriental

Stiamo parlando del Conservatorium, indirizzo simbolo nel quartiere dei musei della capitale olandese, che cambia pelle senza rinnegarsi: nuovo asset, stessa anima urbana, fra ospitalità, cucina d’autore e vita cittadina

16 gennaio 2026 | 13:27
 

C’è un momento, nella vita di certi hotel, in cui il cambio di nome non è un semplice esercizio di branding ma il segnale di un passaggio di fase. È quello che sta vivendo il Mandarin Oriental Conservatorium, uno degli alberghi più famosi di Amsterdam, che da qualche giorno ha ufficialmente inaugurato una nuova stagione entrando a far parte del gruppo Mandarin Oriental. Una trasformazione che non cancella ciò che il Conservatorium è stato dal 2011 in poi, ma che prova piuttosto a metterlo a fuoco, rafforzandone identità e ambizioni.

Hotel Conservatorium

Il Mandarin Oriental Conservatorium di Amsterdam

Siamo nel quartiere dei musei di Amsterdam, uno dei punti più sensibili e vivi della città. Qui il Conservatorium si è imposto negli anni come luogo di incontro prima ancora che come hotel: per i viaggiatori internazionali, certo, ma anche per la comunità locale, che ne ha fatto un punto di riferimento per bere un tè, cenare o semplicemente attraversarne gli spazi. Con l’arrivo di Mandarin Oriental, questo carattere non viene messo da parte. Al contrario, viene dichiarato come valore da preservare, innestando però quel livello di servizio e quella cura per l’esperienza che da sempre contraddistinguono il gruppo. Il passaggio è stato segnato il 14 gennaio da una cerimonia sobria ma simbolica, con il taglio del nastro alla presenza del management e della proprietà. Un gesto formale, certo, ma utile a chiarire la direzione: continuità nella sostanza, cambiamento nella visione. E infatti le prime novità riguardano spazi che, più di altri, raccontano la vita quotidiana dell’hotel. La lounge, conosciuta da molti come il “salotto di Amsterdam”, è stata ripensata nel design e nelle funzioni, con un’attenzione particolare all’Afternoon Tea, che qui diventa un rito contemporaneo, pensato tanto per gli ospiti quanto per chi vive la città.

Mozzarella di Bufala Campana

Parallelamente procede il rinnovamento delle camere e delle suite, a partire dalle Deluxe Rooms, mentre resta centrale uno degli asset più importanti della struttura: l’Akasha Spa, mille mq che ne fanno la più grande spa alberghiera della città. Un luogo che negli anni ha costruito una propria reputazione autonoma e che oggi viene ulteriormente integrato nell’idea di soggiorno firmata Mandarin Oriental. Ma è sul fronte gastronomico che il Conservatorium gioca una delle sue carte più interessanti. Nelle prossime settimane arriverà infatti Yotam Ottolenghi, che qui aprirà il suo primo ristorante nei Paesi Bassi. Il progetto si ispira a Rovi, il locale londinese incentrato su una cucina vegetale, solare e condivisa, con piatti pensati per essere messi al centro del tavolo. Verdure protagoniste, ingredienti locali, colori netti e una proposta che coprirà colazione, pranzo e cena nello scenografico atrio in vetro dell’hotel. Una scelta che racconta bene il momento della ristorazione internazionale e il dialogo sempre più stretto tra alta cucina e quotidianità.

Hotel Conservatorium

Una delle camere del Mandarin Oriental Conservatorium di Amsterdam

Accanto a questa nuova apertura, resta saldo un altro pilastro dell’offerta del Conservatorium: Taiko. Il ristorante di ispirazione asiatica, attivo dal 2014, continua a essere uno degli indirizzi più riconosciuti della città. Oggi è guidato dall’head chef Lars Drost, che porta avanti una cucina costruita su tecniche classiche e ingredienti stagionali, rileggendo i sapori dell’Estremo Oriente con un linguaggio attuale. Taiko resta così un punto di equilibrio tra identità e ricerca, frequentato tanto dagli ospiti dell’hotel quanto dal pubblico locale. In questo contesto, le parole della general manager Susanne Hatje suonano meno come una dichiarazione di circostanza e più come una presa di posizione: «Diventare Mandarin Oriental Conservatorium, Amsterdam segna un nuovo ed entusiasmante capitolo per questo edificio storico. Il Conservatorium rappresenta da sempre l’artigianalità e la cultura, con un forte legame con la comunità locale. Entrare a far parte di Mandarin Oriental ci consente di valorizzare ulteriormente queste qualità attraverso il nostro servizio leggendario e un’esperienza per gli ospiti personalizzata».

Mandarin Oriental Conservatorium
Paulus Potterstraat 50 - 1071 DB Amsterdam (Paesi Bassi)
Tel +31 20 570 0000

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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