È l’interprete contemporaneo più autorevole del gelato sostenibile, non solo per i titoli che ha collezionato durante la sua carriera - campione del mondo di gelateria, già Tre Coni Gambero Rosso nel 2024 e nel 2025 e premiato nella Hall of Fame del Gelato Festival World Ranking - ma soprattutto per aver costruito attorno al concetto di sostenibilità l’essenza del gelato artigianale italiano. È Eugenio Morrone, nativo di Zagarise in provincia di Catanzaro ma ormai legato da vent’anni a Roma dove ha aperto una nuova gelateria a Trastevere in via Benedetta.

Il maestro gelatiere Eugenio Morrone
Location che si aggiunge a “FiordiLuna” via della Lungaretta - sempre nello storico rione romano - e a “Il cannolo siciliano” a piazza Malatesta zona Pigneto. “Un gelato a Roma” è il nome della nuova apertura dal concept etico e territoriale, dove la ricetta parte sempre dalla materia prima e dalla stagionalità. Bassa percentuale di zuccheri, niente scorciatoie, nessun aroma artificiale. Solo ingredienti riconoscibili, lavorati nel rispetto della loro natura. Il logo con il Colosseo sintetizza questa visione: Roma quale crocevia di culture e cibi come punto di partenza, non come nostalgia. Un gelato che racconta i gusti di una civiltà millenaria tra contaminazioni passate e future che rileggono i sapori classici con un approccio moderno e responsabile. «Realizzare un gelato sostenibile è una scelta consapevole: riduzione degli sprechi e limitazione dell’impatto ambientale, senza rinunciare al gusto, sono elementi che concorrono per la riuscita di buon gelato. Un’attenzione quotidiana al gelato artigianale italiano che guarda alla valorizzazione dei processi produttivi e della filiera agroalimentare» spiega Morrone.

Un cono Pera romagnola e Nocciola viterbese
Pera romagnola e Nocciola viterbese è uno dei gusti innovativi che il maestro Morrone propone nella nuova location a Trastevere. Un gelato con il 30% di zuccheri in meno, nato da una lavorazione che mette al centro la materia prima e la stagionalità. In particolare la pera abate della Romagna dall’aroma delicato e persistente, selezionata a piena maturazione e sottoposta a cottura dolce per concentrare gli zuccheri naturalmente presenti e ridurre la necessità di dolcificanti aggiunti. Insieme, la nocciola romana del viterbese leggermente tostata che dà cremosità naturale. Nella nuova versione trasteverina, Morrone proporrà, alternandoli alla stagionalità, anche cinque sorbetti di massa di cacao prodotti da Domori, materie prime in linea con il concept del campione del mondo su qualità, purezza e sostenibilità. In particolare, Sur del Lago del Venezuela, Arriba dell’Equador, Apurimac del Perù, Sambirano del Madagascar e il sorbetto Vidamà della Costa d’Avorio dalle sfumature predominanti di cocco e frutta secca. Tra i prodotti iconici dell’azienda torinese che Morrone utilizzerà c’è anche il Rio Caribe venezuelano fondente 72% dal carattere aromatico e con note di frutta rossa fresca e acidula, in particolare ribes, con una leggera componente amara e astringente.
Di Berto Silva