Si chiama «Riso, Neve e Fumo» ed è un risotto che guarda alle Alpi senza imitarle, ma evocandole. Il riso viene mantecato con burro di malga affumicato, mentre il brodo nasce dal pane raffermo, recuperato e trasformato in elemento centrale del piatto. A completare la composizione, polvere di polenta e mela essiccata, richiami diretti ai paesaggi innevati, ai focolari accesi e a una cucina di montagna fatta di essenzialità e memoria. Il risultato è un piatto che lavora per sottrazione, giocando su contrasti delicati e su una costruzione gustativa che parla di freddo, calore e tempo.

Lo chef Pietro Parisi
Olimpiadi, territorio e cucina responsabile
La ricetta nasce come omaggio ai valori olimpici, intesi non solo come competizione, ma come condivisione, rispetto per l’ambiente e dialogo tra tradizione e innovazione. Temi da sempre centrali nel percorso di Parisi, che utilizza ingredienti semplici e tecniche contemporanee per raccontare un’idea di cucina consapevole. L’uso del pane raffermo non è casuale: è una scelta che ribadisce l’impegno dello chef nella lotta allo spreco alimentare, trasformando ciò che resta in elemento nobile del piatto. Una visione che guarda alla sostenibilità come pratica quotidiana, più che come slogan.
Il percorso di Pietro Parisi
Formatosi tra le cucine di Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi, Pietro Parisi ha costruito nel tempo una cifra personale, radicata nel territorio e aperta alla sperimentazione. Oggi firma la proposta gastronomica di Tenuta Contessa Farm Resort & Spa, sulle colline di Lattarico, in provincia di Cosenza. La struttura è anche azienda agricola, con vigneti, uliveti e pascoli, un contesto che permette allo chef di lavorare in continuità con la materia prima e con il paesaggio. È da qui che nasce una cucina capace di parlare di montagne lontane partendo dal Sud, mantenendo al centro il racconto, la memoria e il senso del limite.